Como - Il numero 10 argentino è partito dalla panchina per scelta tecnica. Ci voleva sì un pò di turnover in vista dell’Inter, ma i numeri raccontano una flessione...
Vederlo seduto in panchina fa notizia. E quando accade, significa che qualcosa sta cambiando. Contro il Lecce, Nico Paz è entrato soltanto al 65’, chiudendo la gara con appena 25 minuti senza particolari sussulti. Una gestione che porta sicuramente la firma di Fàbregas e che guarda chiaramente al prossimo, storico appuntamento.
Martedì, a San Siro, i lariani affronteranno l’Inter nell’andata della semifinale di Coppa Italia. Turnover? Probabile. Ma oltre alle logiche di rotazione, i numeri certificano una prima flessione nel rendimento del gioiello argentino.
Como, i numeri di Nico a febbraio
Febbraio si è chiuso con un solo acuto: il gol segnato al Milan, nato da un clamoroso errore di Maignan. Un lampo isolato in un mese poco prolifico, culminato con la seconda panchina stagionale dopo quella di gennaio contro l’Udinese (in quel caso per problemi fisici).
NICO PAZ E MATTEO POLITANO IN AZIONE SOTTO GLI OCCHI DI ANTONIO CONTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Eppure il cammino in Coppa resta l’obiettivo primario: il Como ha raggiunto la semifinale eliminando Fiorentina e Napoli ai rigori. Contro i viola Paz era andato a segno; più opaca, invece, la prova contro i campioni d’Italia.
Alla sua seconda stagione in riva al lago — prima del possibile ritorno al Real Madrid — il classe 2004 mantiene comunque numeri solidi: 29 presenze complessive (26 da titolare), 10 gol (9 in campionato, 1 in Coppa Italia), 6 assist e 2.372 minuti giocati. Insomma, numeri comunque alti, ma che attestano che un piccolo calo di rendimento c'è stato.
La qualità non si discute. Ma febbraio, per il numero 10 argentino, è finito agli archivi come il mese più complicato della stagione. E ora, a San Siro, arriva l’occasione per tornare protagonista.
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Il progetto di consolidamento e crescita programmata del Como prosegue a pieno ritmo anche durante la sosta di ottobre 2026 per le gare delle Nazionali. Secondo quanto riportato dall'esperto di mercato Marco Demicheli per Sky Sport, la dirigenza lariana è ormai ad un passo dal raggiungere l'accordo definitivo per il rinnovo contrattuale del regista argentino ventitreenne Máximo Perrone. La trattativa per prolungare la permanenza del metronomo di Buenos Aires in riva al Lario si inserisce nel medesimo solco operativo che ha visto la società chiudere l'estensione del centravanti Anastasios Douvikas fino al 2030, a testimonianza della volontà del club di blindare l'ossatura fondamentale a disposizione di Cesc Fàbregas.
Verso Como-Roma. I due allenatori arrivano al fischio d'inizio affrontando scenari differenti relativi alla condizione atletica dei rispettivi tesserati al rientro dalla sosta per le selezioni internazionali. Se il tecnico dei lariani può contare sull'intero organico a disposizione per schierare le sue certezze, sulla sponda capitolina la gestione degli infortuni e dei lunghi viaggi dei nazionali costringe la guida tecnica a valutare attentamente gli avvicendamenti tra i titolari.
Sassuolo-Milan, le probabili. La formazione neroverde guidata in panchina da Alberto Aquilani cerca punti preziosi per riscattare l'ultimo passo falso casalingo, opposta a un Milan guidato dal tecnico portoghese Rúben Amorim. Entrambi gli allenatori devono fare i conti con defezioni di rilievo e scettro delle scelte condizionato dalle condizioni fisiche dei singoli al rientro dai rispettivi ritiri con le Nazionali.
Nuova bufera in casa Real Madrid durante la pausa per le selezioni nazionali nell'ottobre 2026. L'attaccante francese Kylian Mbappé è tornato al centro delle polemiche internazionali non per le prodezze sul terreno di gioco, bensì per una serie di comportamenti trasgressivi e per un clamoroso strappo con la guida tecnica delle merengues. Secondo quanto rivelato in esclusiva dall'emittente spagnola El Chiringuito, nella giornata di martedì 6 ottobre il classe '98 ha trascorso appena un'ora al centro sportivo di Valdebebas prima di imbarcarsi su un volo privato diretto a Parigi alle 11:00 della mattina, rientrando in terra spagnola soltanto in serata a seguito di un duro scontro verbale andato in scena durante il pranzo di squadra con l'allenatore José Mourinho.