Como, il tifo protesta per il match con il Milan a Perth

DiRedazione·Pubblicato
Como, il tifo protesta per il match con il Milan a Perth
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Ancora polemiche a Como, per la decisione di giocare il match con il Milan a Perth: il tifo organizzato ha protestato mandando un comunicato ufficiale. Ancora polemiche a Como per la decisione di disputare il match contro il Milan in Australia a Perth: il tifo organizzato lariano ha mostrato la loro contrarietà alla decisione di disputare il match all'estero e non in Italia.
Como, non si placano le polemiche in riva al Lario sulla decisione di giocare la partita contro il Milan a Perth: comunicato ufficiale di protesta dei tifosi lariani
IL GOL DI LUCAS DA CUNHA ( FOTO SALVATORE FORNELLI )

Como, ancora polemiche sulla sfida con il Milan a Perth: i tifosi insorgono sulla decisione UEFA, comunicato ufficiale di protesta

Non si placano le polemiche a Como, per la decisione dell'UEFA di autorizzare la sfida contro il Milan in campionato a Perth, la prima sfida in Serie A della storia giocarsi non in territorio italiano. Una decisione che i tifosi lariani non hanno digerito, tanto che il tifo organizzato ha diramato un comunicato ufficiale in merito alla contrarietà del match. I tifosi hanno fatto sapere che questa decisione è segno che il calcio ormai è solo business e non più sport, ricordando anche che hanno seguito la propria squadra in momenti molto difficili, tipo nel biennio 2004-2006, tra il fallimento societario e la caduta in Serie D, andando sostenere la propria squadra in campi davvero quasi sconosciuti. Ecco il comunicato ufficiale del tifo lariano in merito alla contrarietà del match con il Milan a Perth: "In Italia il calcio e legato al territorio in modo viscerale. Siamo un Paese campanilistico per natura, dove ogni città, ogni provincia, ogni quartiere difende con orgoglio la propria identità. Milan-Como e la sfida tra due realta lombarde, due storie che si incrociano tra lago e metropoli. Che senso ha giocarla a 14.000 km di distanza? Milan-Como a Perth è la fotografia di un sistema marcio: partite vendute come pacchetti turistici, identita e storia calpestate in nome del profitto. Il calcio che conoscevamo, quello che era di tutti, non esiste più. Noi lo diciamo chiaro: questo non ci appartiene. Questo non è il nostro calcio. Finché ci saranno curve che resistono, finché ci sarà qualcuno a gridare che il pallone appartiene al popolo e non ai mercanti, allora non avranno vinto del tutto. Ma non prendiamoci in giro: ogni volta che accettiamo in silenzio, loro fanno un passo avanti. Il calcio è nato popolare, e popolare deve restare. Tutto il resto è solo business mascherato da passione".
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