La Cremonese si è aggiudicata con la Roma il primo acuto stagionale e corteggia la salvezza. Un giocatore spiega perchè l'acuto valga ben più dei tre punti.
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Cremonese, entusiasmo e pragmatismo
A concedersi il bis, dopo l'impresa di "Coppa Italia", ci aveva fatto più di un pensierino. Se lo era tenuto bene al caldo e, al momento giusto, lo ha tirato fuori. A distanza di ventisette giorni, la
Cremonese ha di nuovo giocato un brutto scherzo alla Roma. E nell'ambiente respira saldamente una convinzione:
sono tre punti ma, per morale ancor prima che per classifica, ne valgono almeno il doppio.
E, se ai concetti si potessero scattare delle fotografie, quella di
Frank Tsadjout è nitidissima: "sono molto contento per il gol e la prestazione di oggi - è il suo canto di felicità - ho fatto fatica a inizio stagione e oggi è stato un onore scendere in campo , per me è stata una grande occasione, il mio obiettivo è dare il tutto per tutto".
Felicità mista a determinazione. E determinazione mista a un attaccamento a una squadra determinatissima a prendersi l'ascensore giornata per giornata verso un piano tranquillo.
E, nel campo visivo di ogni giocatore grigiorosso, campeggia un cartello:
"vietato non crederci". Anche perché, se è arrivata una "serata magica", come Tsadjout l'ha definita, non è detto che un'altra non le vada a rimorchio. "Questo successo ci fa capire - prosegue il giocatore grigiorosso - che
abbiamo le qualità per fare bene e provare a salvarci, ora pensiamo al Sassuolo".
Il gaudio che sprigiona dalle sue parole è tale che con gli emiliani Tsadjout ci giocherebbe anche questa notte o domani mattina. "Dobbiamo
pensare partita per partita - conclude - senza fare viaggiare troppo la testa, un successo come quello di oggi conquistato in casa davanti ai propri tifosi può darci uno slancio diverso". Felicità coniugata con un sano pragmatismo: "abbiamo ritrovato l'entusiasmo ma non dobbiamo dimenticarci in che posizione siamo, lavoriamo e limitiamo gli errori".