Uno dei due posticipi di questo turno infrasettimanale che conclude la 33°giornata si gioca al Castellani tra Empoli e Bologna.
Formazioni ufficiali
L'Empoli di Paolo Zanetti si dispone in campo con il consueto 4-3-1-2.
Torna Vicario tra i pali, dopo essere stato fermo per circa un mese.
Difesa a quattro composta da Ebuehi, Walukiewicz, Luperto, che oggi è il capitano, e Parisi. Fuori Ismajli.
A centrocampo, Grassi, insieme a Marin e Akpa Akpro.
Baldanzi, nel ruolo di fantasista, dietro il tandem Caputo e Cambiaghi, in gol a Reggio Emilia.
Il Bolognadi Thiago Motta, dopo aver strappato un punto contro la Juventus, deve fare ancora a meno di Arnautovic, nonostante si sia allenato in gruppo in settimana.
Davanti a Skorupski, il quartetto difensivo è composto da Posch, Lucumì, Soumaoro, e Cambiaso, al posto dello squalificato Kyriakopoulos.
Schouten, ancora da schermo a centrocampo. Leggermente più avanti agiranno Dominguez e Nikola Moro. Orsolini ed Aebischer agiranno alle spalle di Musa Barrow. Dalla panchina lo scozzese Ferguson.
L'arbitro è il signor Federico La Penna della sezione di Roma 1.
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Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.