La Fiorentina esce sconfitta dalla sfida di San Siro contro l'Inter: si poteva fare di più?
La domanda è lecita dopo aver osservato l'ultima mezz'ora della sfida, quando Palladino ha deciso di utilizzare, quasi, tutti i nuovi acquisti di gennaio.
La prima ora però la Viola, fatta la tara dei macroscopici errori arbitrali, ha faticato moltissimo al cospetto dei Campioni d'Italia.
Palladino, come ribadito in conferenza stampa post gara, ha voluto premiare chi giovedì scorso aveva fatto una partita straordinaria sconfiggendo 3-0 i ragazzi di Inzaghi.
Il piano tattico, però, non poteva essere lo stesso della gara del Franchi: una squadra troppo imbottita di difensori, con Dodò e Parisi spostati esterni alti, ha offerto troppo il fianco alla rabbiosa voglia dell'Inter di vendicare la pesante sconfitta di qualche giorno prima.
Gli undici viola hanno faticato moltissimo ad uscire in palleggio dal forcing di Lautaro e compagni, anche se al Meazza così come al Franchi, hanno mostrato un'unione di intenti, una voglia di sacrificarsi l'uno per l'altro da rendere molto concreta un'idea di squadra vera.
Nell'ultima mezz'ora, con gli inserimenti di Folorunsho, Fagioli, Zaniolo, Cataldi e Gudmunsson, si è visto qualcosa di molto diverso: capacità di palleggiare, fisicità e qualche sprazzo di inventiva. Niente di straordinario, ma una luce verso il futuro prossimo, che non dovrà più vedere una Fiorentina catenacciara ma propositiva.







