Ieri il Parma ha fatto sbocciare la stella di Haj Mohamed, talento classe 2005 che ha interrotto la striscia positiva della Lazio.
L'impatto di
Haj Mohamed con la
Serie A era stato folgorante. Due assist in due minuti, per un classe 2005 all'esordio nella massima serie nostrana. Lampi sintomatici di una parabola magica, degna di un predestinato.
Chi è Haj Mohamed, il gioiello che ha steso la Lazio
Pecchia ne ha subito il riconosciuto il talento, ma ne ha centellinato l'impiego. Come si fa con i giovani, per non correre il rischio di bruciarli. 12 minuti con il
Cagliari subito dopo, poi quattro panchine prima di un altro spezzone (28 minuti) con il
Genoa. In panchina con il
Venezia, l'ennesimo spezzone con l'
Atalanta e poi la titolarità (a sorpresa) contro la lanciatissima
Lazio di
Marco Baroni:
piegata dal suo talento.
Ieri è arrivato anche il primo gol in Serie A. Una pennellata d'autore da fuori area. Un lob delizioso, con il quale ha beffato un
Provedel mal posizionato dopo aver approfittato di una sciagurata sortita offensiva di
Gila. A dimostrazione della bontà del lavoro fatto dalla dirigenza ducale in questi mesi, con il
Parma che
è per distacco la squadra più giovane del campionato. Età media di 23,6 anni, davanti anche alla
Juventus con 24,3.
Il tunisino è stato pescato dai bianconeri nelle giovanili del
Chievo e rilevato a costo zero dopo il fallimento della società. 74 partite, 30 gol e 14 assist con le giovanili del Parma, prima del salto in prima squadra. Attaccante non forte fisicamente (è alto 1,74) ma brevilineo, rapido ed agile. Destro di piede ma preferisce giocare sul piede naturale, anche se sovente è stato impiegato sulla fascia opposta per venire dentro il campo sul piede forte.
