Nella situazione negativa che sta attraversando l'Hellas Verona, spunta uno spiraglio di luce rappresentato dai gol e dalle giocate di Gift Orban.
La squadra di Paolo Zanetti sta continuando imperterrita sullo stesso trend di inizio stagione: buona prestazione, ma zero punti conquistati. Questi risultati hanno dato vita all'ultimo posto in classifica, con il Verona fermo a quota 13 al pari del Pisa.
Quello che sta mancando alla squadra veneta è sicuramente una maggiore solidità difensiva, ma soprattutto la capacità di abbinare punti a prestazioni di grande carattere.
Uno dei punti fermi alla quale il tecnico può aggrapparsi in questo momento di difficoltà, sono sicuramente i gol del nigeriano Gift Orban.
PAOLO ZANETTI ( FOTO KEYPRESS )
Hellas Verona, tutti pazzi per Orban
Il giocatore è arrivato in estate dall'Hoffenheim con la formula del prestito con un diritto di riscatto fissato a circa 8 milioni. Fino a questo momento il nigeriano ha messo a segno 6 gol e 1 assist in 17 partite disputate in serie A con la maglia gialloblu.
In questa prima parte di stagione sta mettendo in mostra le sue caratteristiche migliori, che stanno fuoriuscendo nonostante un contesto non particolarmente funzionante. Un attaccante rapido, veloce, dotato di un'ottima tecnica di base e di un grande fiuto della porta.
Caratterialmente è un giocatore vivace che vive per il duello con il difensore ed ama sentire il calore della sua gente. Al fianco di Giovane forma una coppia di altissimo livello, che fino a questo momento ha generato 9 gol totali, sui 17 messi a segno dall'Hellas Verona.
Gift Orban si sta dunque rivelando un giocatore fondamentale per la società, che sta cominciando a riflettere sul suo riscatto. Ovviamente molto passerà dalla conquista o meno della salvezza.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
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