Hellas Verona, arriva l'ennesima sconfitta in campionato, questa volta senza attenuanti. Il ritiro può servire ma ora non si può più sbagliare.
Il 3-0 di San Siro contro il Milan sembrava potesse essere un incidente di percorso per l'
Hellas Verona, arrivato dopo due vittorie di fila che
avevano lasciato presagire un'inversione di rotta.
Chi aspettava uno scenario simile, invece, è rimasto deluso. C'è poco da salvare, infatti, dal
disastro ferroviario andato in scena ieri sera al Bentegodi, dove il
Torino ha letteralmente stordito Giulietta e le sue velleità di successo.
Uno 0-3 netto ed inequivocabile, amplificato da una squadra che
non ha minimamente provato a reagire dopo il vantaggio, al 10', firmato dall'ex Simeone.
Sul finale, inoltre, sono arrivati i due gol che hanno reso la sconfitta una
vera e propria debacle.
Alla luce di tutto questo la dirigenza ha optato per un
ritiro che possa schiarire le idee e mettere nelle gambe dei giocatori la fame e le energie per poter
rincorrere al meglio il traguardo salvezza.
Una mossa forse suggerita per rimettere sui binari un treno parallelo al quale si è allineato l'Intercity chiamato
Fiorentina.
La Viola, dopo la caduta di
Parma, infatti, ha centrato la seconda vittoria di fila in casa e, approfittando della caduta degli scaligeri, ha agguantato la squadra di Zanetti a quota
12 punti.
La parola d'ordine sotto l'Arena è ora mettersi l'elmetto e prepararsi per affrontare il trittico di sfide contro
Napoli,
Lazio e
Bologna. Altri passi falsi, soprattutto se pesanti e senza appello, potrebbero rimettere pesantemente in discussione il futuro di
Paolo Zanetti.
L'impressione è che, al netto di legittime rimostranze del gruppo squadra sulla solidità dello spogliatoio, la pazienza di Presidio Investors stia per esaurirsi nei confronti dell'allenatore vicentino.