Hellas Verona, il bilancio analizzato da Verona Col Cuore

𝐿𝑎 𝑆𝑜𝑐𝑖𝑒𝑡𝑎̀, 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑛 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑑𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑢𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎, 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑎 𝑡𝑟𝑎 𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑓𝑖𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑣𝑒𝑟𝑠𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑔𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑟𝑧𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑒𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑜𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑎 𝑃𝑎𝑟𝑚𝑎 𝐴𝐶 𝑎 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑟𝑖𝑣𝑎𝑙𝑢𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑖 𝑎𝑑 𝐸𝑢𝑟𝑜 8.250.000. 𝑆𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑜𝑚𝑚𝑎 𝑒̀ 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑒𝑟𝑜𝑔𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙 𝑃𝑎𝑟𝑚𝑎 𝐴𝐶 𝑎 𝑡𝑖𝑡𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎.”.
Le perdite rilevate quindi dal Verona nel 2023 ammontano a Euro 19,9 milioni e portano ad un patrimonio netto negativo di Euro 6,1 milioni. E’ stato quindi presentato un piano quinquiennale per il recupero delle perdite grazie “𝘪) 𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘪, 𝘱𝘦𝘳𝘢𝘭𝘵𝘳𝘰 𝘨𝘪𝘢̀ 𝘢𝘷𝘷𝘪𝘢𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘳𝘴𝘰 𝘥𝘦𝘭 2023-2024, 𝘴𝘪𝘢 𝘪𝘯 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘥𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘵𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘢𝘵𝘪, 𝘴𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘴𝘵𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘦𝘳𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘪𝘪) 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘱𝘭𝘶𝘴𝘷𝘢𝘭𝘦𝘯𝘻𝘦 𝘥𝘦𝘳𝘪𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘤𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘪𝘳𝘪𝘵𝘵𝘪 𝘱𝘭𝘶𝘳𝘪𝘦𝘯𝘯𝘢𝘭𝘪”.

Il Direttore Generale evidenzia inoltre nel corso dell’Assemblea degli Azionisti che “𝑙𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑟𝑐𝑎𝑡𝑜 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝐸𝑢𝑟𝑜 8.000.000 (𝑠𝑒𝑙𝑙 𝑜𝑛 𝑓𝑒𝑒, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑑𝑎𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀, 𝑚𝑎𝑛𝑑𝑎𝑡𝑖) 𝑜𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑎𝑑 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑚𝑖𝑛𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑠𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎 … 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛 𝑎𝑚𝑚𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎 𝐸𝑢𝑟𝑜 4.783.000.”
Il Direttore Generale, informa che grazie comunque alle plusvalenze di oltre 38 milioni, la situazione infrannuale al 31.01.2024 mostra un risultato positivo di 12,2 milioni… segno che i primi mesi della stagione 2023-2024 erano fortemente negativi.
𝑫𝒐𝒑𝒐 𝒐𝒍𝒕𝒓𝒆 20 𝒂𝒏𝒏𝒊, 𝒄𝒐𝒏 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒍𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒄𝒆𝒏𝒂, 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒊𝒆𝒕𝒓𝒂 𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑷𝒂𝒔𝒕𝒐𝒓𝒆𝒍𝒍𝒐…. 𝑺𝒑𝒆𝒓𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓 𝒑𝒂𝒈𝒂𝒓𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒔𝒆𝒈𝒖𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒆𝒔𝒕𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑺𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒇𝒓𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒕’𝒂𝒏𝒏𝒊.
𝑺𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒇𝒐𝒓𝒛𝒂 𝑯𝒆𝒍𝒍𝒂𝒔 𝑽𝒆𝒓𝒐𝒏𝒂.
Per concludere, altra situazione di allarme arriva dalla lettura del paragrafo sui fondi rischi dove è segnalato un contenzioso tra l’Hellas Verona S.p.A. e il Parma AC in Amministrazione straordinaria “relativo a vicende (compravendita giocatori) risalenti agli anni 1998-2003. La controversia è ora pendente avanti la Corte di Cassazione. Nei precedenti gradi di merito, la Società era stata condannata a pagare a Parma AC, a titolo di risarcimento del danno, la somma di 14 milioni + rivalutazioni e interessi.

La Società ha acquisito 4 pareri pro-veritate di 4 autorevoli professori universitari, che hanno concordemente concluso per la palese erroneità (in fatto e in diritto) delle pronunce di merito, rilevando l’inesistenza di qualsiasi diritto di Parma Ac al risarcimento del danno, la quale, dalle vicende risalenti agli anni 1998-2003, non solo non ha subito pregiudizio, ma si è sensibilmente arricchita, maturando cospicue plusvalenze.
Anche i legali, incaricati di assistere la Società nel giudizio di Cassazioni, hanno espresso un parere scritto, ove hanno dichiarato – alla luce di specifici precedenti della giurisprudenza di legittimità – la manifesta fondatezza delle difese svolte dalla Società nel giudizio di cassazione e l’ingiustizia della condanna.
La società è pertanto convinta che verrà accertata l’inesistenza del debito e annullata la condanna. Nel descritto contesto – a fronte dei concordi, plurimi e convincenti pareri acquisiti, redatti da autorevoli specialisti della materia – l’amministratore ritiene di non dover stanziare alcun fondo rischi”.







