Serie A
Hellas Verona, Zanetti: “Mi aspetto un grande Bentegodi. Akpa Akpro ci darà una grande mano. Pochi italiani? Abbiamo un accordo. Orban e Gagliardini…”
Paolo Zanetti ha parlato in conferenza stampa all’antivigilia di Hellas Verona-Cremonese. L’allenatore gialloblu ha parlato dei nuovi arrivi e degli avversari.
Partenza a singhiozzo per la squadra scaligera che esordisce al Bentegodi contro gli uomini di Nicola, reduce da due vittorie consecutive e che guarda tutti dall’alto.
Hellas Verona, le parole di Zanetti
Giudizio sui due nuovi arrivati? Chi saranno i giocatori che prenderanno il posto di Duda?
“Sono arrivati due giocatori che conosciamo. Akpa-Akpro l’ho già avuto, per caratteristiche è diverso dagli altri che abbiamo dal punto di vista di intensità e riconquista, ci darà una grandissima esperienza e carattere. Come Gagliardini, sul quale l’unica valutazione da fare era dal punto di vista fisico: dopo dieci giorni posso dire che sta… meglio di altri! Lui è uno dei candidati a sostituire Duda per ruolo. Mi ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per farlo. Parliamo di un ragazzo sveglio con tanta esperienza, può essere subito fondamentale. La Cremonese è in forma, forte, a punteggio pieno, ha fatto un mercato di altissimo livello, la partita è difficile, ma siamo concentrati sui nostri miglioramenti. La sosta è stata fondamentale”.
A che punto sono Orban, Bella-Kotchap e Al Musrati?
Orban è un po’ più avanti, è leggero e scattante, ha bisogno di meno tempo. Gli altri due sono ottimi giocatori, ma pesanti. Li abbiamo testati, abbiamo ben chiara la situazione della squadra, la strada è individualizzare il lavoro per chi ne ha più bisogno. Sono ragazzi che hanno solo bisogno di mettere gas”.
Frese nei 3 dietro? Valentini come sta recuperando? E Fallou?
“Fallou siamo al limite, lo valutiamo domani per capire se sarà della partita. Valentini ha avuto una brutta distorsione, sta lavorando per rientrare. Per il resto sto capendo la condizione dei giocatori, alcuni stanno bene e altri sono indietro, questa disomogeneità ci spariglia un po’ le carte. Dei cambi di formazione ci saranno, le idee le abbiamo chiare”.

Fonte: Sito ufficiale Hellas Verona, https://www.hellasverona.it/news/benvenuto-gift-orban-e-un-nuovo-attaccante-gialloblu
Vuoi un Hellas Verona brutto, sporco e cattivo?
“Sporco e cattivo mi piace sempre, brutto un po’ meno, ma bisogna essere efficaci. E per esserlo dobbiamo essere squadra. In alcune cose siamo indietro, ma in altre sono fiducioso perché per me siamo più avanti rispetto all’anno scorso. C’è grande disponibilità dalla squadra, normale che non ci sia il tempo, c’è sempre il campo. Poi c’è il Bentegodi: abbiamo fatto un allenamento lì oggi, per far assaporare ai ragazzi uno stadio che profuma di storia. Ritorniamo in casa nostra finalmente, dobbiamo trovare energia anche da questo, dalla nostra gente e dall’orgoglio dopo una sconfitta pesante, anche se un incidente di percorso”
Ci chiedono: sarà una grande sofferenza anche quest’anno o sei più positivo?
“Una domanda lecita, non di facile risposta. Un po’ più facile per me che faccio questo mestiere, sono discorsi che facevamo anche l’anno scorso. Nel tempo poi con grande umiltà ho avuto ragione. Dobbiamo capire il vero potenziale di questa squadra. Questa squadra di potenziale ne ha, sono arrivati giocatori che hanno tanto da esprimere e tanto da dare. Racconto bugie se dico che quest’anno sarà una passeggiata salvarsi, perché non è così per nessuno. Sarà una battaglia totale, abbiamo tantissimo margine però, perché per me siamo al 50% dove si vedono momenti e sprazzi di qualità. In più ci siamo rinforzati ulteriormente”.
Harroui: come sta, in quella zona del campo da mezzala può esprimersi al meglio?
“Stravedo per lui, per me è veramente forte. In un contesto di un certo tipo può dare tanto. In questa partita è in forse, niente di grave, ma ha un piccolo risentimento muscolare. Normale da chi arriva da un lungo infortunio. Un problemino da valutare”.
Questa è stata la sosta migliore da quando sei all’Hellas Verona per le condizioni in cui hai lavorato? Però ci sono pochi italiani, è difficile comunicare?
“Sicuramente rispetto all’anno scorso dove c’erano una quindicina di nazionali abbiamo lavorato duramente con chi c’era. Era un momento utile per fare la sosta, la difficoltà di linguaggio c’è. La lingua comune è l’inglese, abbiamo fatto una scelta. Sotto loro richiesta abbiamo fatto una prima parte in italiano, ma poi non si capivano bene in campo. Studio giorno e notte l’inglese per farmi capire il più possibile, lo stesso Sogliano oggi ha fatto un discorso in inglese. Poi ci sono Mosquera e Giovane che non capiscono l’inglese, ma tutti gli altri sì e abbiamo scelto così”.

Abdou Harroui
Il mercato del Verona è chiuso finalmente? E Niasse?
“Niasse è tornato ieri dal suo giro in Congo, c’è stata una chiacchiera ma non ho novità. Per me è utile, ne ho tanti ora da gestire in mezzo. NOn è importante chi va solo in campo, ma anche chi parte da fuori. Per il resto a livello di mercato siamo a posto. Siamo stati veloci a prenderli”.
Su Mosquera?
“Ci vorrà almeno un mese, è stato operato per appendicite. Stava recuperando da un infortuni al pube, non si sa se fosse legato a questo problema”.
Orban ha la fame che chiedevi?
“Ho trovato un ragazzo voglioso, con un grande spirito, affamato di gol, che corre e si danna, ha sempre il sorriso sulle labbra. Una cosa positiv, ha una nomea che non lo esalta, ma secondo me invece è perfetto per quello che voglio. Voglio gente affamata, sfacciata. Lui è interessante in campo e anche fuori”.
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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