Inter - il francese, finito presto nel mirino della critica, in due brevi apparizioni ha mostrato segnali incoraggianti e si è guadagnato nuova fiducia nello scacchiere nerazzurro.
L’Inter si ritrova un protagonista inatteso: Andy Diouf. Il centrocampista francese, arrivato dal Lens dopo un’estate in cui aveva addirittura potuto scegliere tra Inter e Napoli, era stato subito accolto da grande scetticismo. Il costo dell’operazione e il confronto automatico con Kone – iniziale obiettivo nerazzurro – avevano alimentato critiche forse affrettate, complice anche qualche apparizione goffa nelle prime uscite stagionali.
Il paragone con Kone, però, si è rivelato ingiusto sin dall’inizio essendo le caratteristiche molto diverse tra loro, ruoli diversi, necessità diverse. L’Inter ha puntato su Diouf per inserire fisicità in un reparto tecnico ma non particolarmente strutturato, consapevole che l’adattamento potesse richiedere tempo.
Inter, i segnali imprevedibili
Eppure, proprio quando sembrava finito tra le “occasioni perse”, il francese ha dato segnali imprevisti. Prima i cinque minuti nel derby, poi i ventitré contro il Pisa: spezzoni di gara sufficienti per mostrare coraggio, gamba e personalità, addirittura reinventato come esterno destro per sopperire agli infortuni e alle difficoltà di Luis Henrique. Un ruolo inedito, nato dall’emergenza ma sostenuto da ciò che lo staff aveva intravisto in allenamento, ovvero la capacità di puntare e saltare l’uomo.
“Gioco meglio in mezzo, ma voglio aiutare la squadra”, ha detto Diouf con umiltà. Parole confermate da Cristian Chivu, soddisfatto dello spirito e dell’impatto del ragazzo: un rischio calcolato che, almeno in questo frangente, ha dato risultati.
L’ESULTANZA DI CRISTIAN CHIVU A FINE GARA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La strada per imporsi resta lunga, ma quei 28 minuti complessivi hanno cambiato qualcosa. Diouf non è più soltanto un oggetto misterioso: è un tentativo che comincia a valere la pena seguire.
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