Il centravanti dell'Inter Taremi sta attraversando una stagione piuttosto complicata: in questo momento sembra essersi ripreso, ma non riesce a trovare il gol.
La squadra di Simone Inzaghi proviene da una vittoria importantissima ai fini della corsa scudetto sul campo del Torino. In questa sfida l'iraniano Taremi si è reso protagonista conquistandosi un calcio di rigore e ripulendo tanti palloni da servire ai compagni. Ancora una volta però, non è riuscito a trovare la via del gol, che quest'anno sembra essere veramente una costante.
Fino a questo momento l'ex Porto ha messo a referto solamente 3 gol e 8 assist in 41 partite stagionali tra tutte le competizioni, numeri decisamente inferiori a quelle che erano le aspettative di inizio stagione.
Mehdi Taremi of Fc Porto during the Uefa Champions League round of 16 first leg match between Fc Internazionale and Fc Porto on February 22, 2023 in Milano Italy .
Inter, Taremi: bene nel giocare con la squadra, male sotto porta
Al netto dei problemi fisici di pubalgia che il calciatore si è portato dietro per quasi tutta la prima parte di stagione, quello che ci si aspettava al suo arrivo in Italia era completamente differente: con la maglia del Porto in 4 anni ha messo a segno ben 91 gol in 182 presenze, esattamente 1 gol ogni 2 partite. Dunque l'idea iniziale era quella che l'Inter avesse aggiunto al suo attacco un giocatore con almeno una decina di gol sulle gambe per far rifiatare Lautaro e Thuram o addirittura insidiargli il posto.
La realtà dei fatti è che Taremi in questo suo primo anno in Italia non ha dimostrato di essere un grande realizzatore, bensì un attaccante al servizio della squadra, capace di legare il gioco con i compagni e di sacrificarsi quando ce n'è bisogno come ha fatto contro il Barcellona.
Vedremo se la società nerazzurra lo riconfermerà in estate e in tal caso, che tipo di approccio avrà alla prossima stagione e se riuscirà a ritrovare il suo istinto del gol.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.