Juventus - L’ultimo gol su azione di un attaccante risale a quasi due mesi fa. Il nuovo tecnico valuta un cambio di modulo. Ecco di che si tratta.
Luciano Spalletti ha portato nuove idee e intensità alla Juventus, ma il problema del gol resta irrisolto. L’ultimo centro su azione di un attaccante bianconero risale al 20 settembre, quando Conceiçaocolpì contro l’Hellas Verona. Da allora, solo due reti su rigore e tanta sterilità offensiva, nonostante un reparto costato oltre 120 milioni di euro tra Vlahovic, David e Openda.
Juventus, l'impronta di Spalletti
Nelle prime tre gare della sua gestione, Spalletti ha mantenuto il 4-3-3 con due esterni larghi a supporto della punta centrale, scelta che ha garantito equilibrio ma non efficacia. Le occasioni non sono mancate, come nel derby con il Torino, ma a mancare è stata la precisione sotto porta e la capacità di innescare le punte. “Serve più qualità negli ultimi metri”, ha ammesso il tecnico dopo lo 0-0 contro i granata.
DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Ora, durante la sosta, Spalletti riflette su due nuove soluzioni tattiche per rilanciare l’attacco:
Il 3-5-2 o 4-4-2, con Vlahovic e David o Yildiz in coppia, per aumentare la presenza offensiva;
Oppure un 4-3-3 rivisitato, con Openda o Zhegrova più vicini alla punta, per sfruttare meglio gli spazi centrali.
Alla ripresa contro la Fiorentina, il tecnico toscano potrebbe iniziare gli esperimenti. La priorità è una sola: ritrovare il gol e dare finalmente peso all’investimento fatto per un attacco che, finora, non ha mantenuto le promesse.
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