L’ex tecnico della Juventus Gigi Maifredi ricorda la sua esperienza e analizza le difficoltà dell’attuale allenatore bianconero in un'intervista al Corriere dello Sport.
Gigi Maifredi è un nome che ancora oggi evoca una delle stagioni più difficili nella storia della Juventus. L’allenatore, passato dal Bologna ai bianconeri nel 1990/91, viene spesso accostato a Thiago Motta, ma in un’intervista a Il Corriere dello Sport ha respinto ogni paragone: “Io avevo quattordici giocatori e due stranieri, eravamo primi o secondi fino a febbraio, poi la situazione precipitò. Cosa c’entro con Motta?”.
L’esperienza alla Juventus e la rottura con il club
Maifredi ha ricordato episodi chiave della sua stagione a Torino, come la sconfitta contro la Sampdoria e il rigore contestato concesso a Vialli: “Lì capii che la società contava poco politicamente”. Ha poi rivelato di aver comunicato in anticipo a Montezemolo la sua intenzione di lasciare la squadra, a causa di divergenze e mancate comunicazioni.
THIAGO MOTTA PARLA CON MANUEL LOCATELLI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Tornando a Thiago Motta, Maifredi ha sottolineato le differenze con la sua esperienza e ha analizzato le difficoltà dell’attuale tecnico: “Ha trenta giocatori, uno più bravo dell’altro, ma ha sbagliato a voler replicare il calcio del Bologna. A Torino le aspettative e le dinamiche sono diverse”. Ha poi aggiunto che lo stesso avrebbe avuto bisogno di un’esperienza intermedia per comprendere meglio le logiche di un top club.
L’ex tecnico ha infine ricordato come ai suoi tempi la sua figura fosse molto di moda e che il suo obiettivo fosse rivoluzionare il gioco della Juventus, un’idea che si rivelò troppo ambiziosa in un contesto difficile.
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