Dopo la terza sconfitta consecutiva, la panchina del croato vacilla. Niente dimissioni, ma la Juventus riflette: mercoledì contro l’Udinese potrebbe essere decisiva...
La sconfitta contro la Lazio ha aggravato una situazione già delicata per Igor Tudor. Il tecnico croato è ormai a forte rischio esonero dopo il terzo ko consecutivo tra Serie A e Champions League, con una Juventus apparsa spenta, priva di idee e lontana dal proprio allenatore.
La gara dell’Olimpico è stata la fotografia del momento: errori difensivi, assenza di reazione e tensione in panchina — emblematica la lite con Cambiaso dopo pochi minuti. Le scelte tattiche, come l’esclusione iniziale di Yildiz e Thuram, non hanno prodotto risultati e la squadra ha ceduto senza lottare.
LA DELUSIONE DELLLA JUVENTUS CON DUSAN VLAHOVIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Juventus, chi arriva in panchina?
Oggi, alla Continassa, è atteso un confronto diretto tra dirigenza e allenatore che potrebbe portare a una svolta. Tudor non intende dimettersi: «Non faccio passi indietro, solo in avanti», ha dichiarato nel post-partita, ma la sua posizione è ormai appesa a un filo.
La Juventus, secondo Corriere dello Sport, ha già avviato le valutazioni per un possibile sostituto. In pole ci sono Raffaele Palladino e Luciano Spalletti, mentre restano sullo sfondo i nomi di Roberto Mancini e Thiago Motta, ancora sotto contratto. Non si escludono piste straniere, legate ai contatti del ds Comolli, ma il tempo stringe. Mercoledì contro l’Udinese serve una scossa immediata.
In caso di addio, la panchina potrebbe essere affidata temporaneamente a Brambilla.
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Le prime dieci giornate del campionato di Serie A hanno decretato una vera e propria rivelazione in vetta alla classifica. La Lazio si gode il primato solitario a quota 25 punti, vantando tre lunghezze di vantaggio sull'Inter e quattro sui rivali cittadini della Roma. Un rullino di marcia impressionante che la formazione biancoceleste intende proteggere prima della sosta per le nazionali, quando sarà chiamata ad affrontare la complessa trasferta del Maradona contro il Napoli ferito di Massimiliano Allegri. Tra i protagonisti di questa metamorfosi c'è il centrocampista Reda Belahyane, intervenuto ai microfoni dell'emittente francese RMC nel corso del programma After Foot per svelare i segreti della cura Gennaro Gattuso.
La pazienza del presidente Aurelio De Laurentiis è ufficialmente giunta al limite. All'indomani di un avvio di stagione al di sotto delle aspettative e condizionato da turbolenze interne, il patron del Napoli si è recato personalmente al centro tecnico di Castel Volturno per un confronto diretto e senza filtri con Massimiliano Allegri, il direttore sportivo Manna e successivamente con l'intera rosa. Un colloquio durato circa un'ora, caratterizzato da toni severi e da un messaggio inequivocabile: la tolleranza è terminata e la squadra deve invertire immediatamente la rotta.
Raggiunto il prestigioso traguardo delle 150 presenze ufficiali con la maglia del Barcellona, impreziosite da 38 gol e 36 assist a soli 23 anni, Fermín López si conferma uno dei pilastri del presente e del futuro blaugrana. In un'ampia intervista concessa ai microfoni di Mundo Deportivo, l'eclettico centrocampista spagnolo ha analizzato il suo percorso di maturazione tattica, raccontato il legame viscerale con il fenomeno Lamine Yamal e tracciato le ambizioni internazionali del club in vista dei prossimi impegni chiave tra LaLiga e Champions League.
In casa Bayern Monaco si lavora a pieno ritmo sul fronte dei rinnovi contrattuali per garantire continuità e blindare i pilastri del progetto tecnico targato Vincent Kompany. Nella giornata di ieri si è conclusa ufficialmente la trattativa legata al prolungamento di Harry Kane: un accordo mai realmente in discussione, come confermato dalle parti, ma che ha richiesto la giusta tempistica per la definizione di ogni dettaglio economico e strutturale. Chiusa con successo la pratica del bomber inglese, la dirigenza bavarese si sta già focalizzando su un altro elemento imprescindibile dell'attacco: la stella francese Michael Olise.
Il momento di forma e di risultati del Napoli continua ad assumere i contorni di una vera e propria polveriera. Le due dolorose ed estenuanti sconfitte di fila maturate tra il campionato, contro la Juventus, e la Champions League, il pesante 4-1 subito all'Estádio do Dragão contro il Porto, hanno gettato l'ambiente azzurro in una profonda crisi identitaria e di risultati. In Serie A i partenopei scivolano addirittura all'ottavo posto a quota 14 punti, vedendo allontanarsi a sei lunghezze persino la sesta piazza occupata dal sorprendente Frosinone guidato da Massimiliano Alvini. Se in Europa la strada verso la qualificazione ai playoff resta miracolosamente spalancata (un solo punto di distacco dal gruppone a quota quattro), a preoccupare vertici e tifosi sono le spaccature interne allo spogliatoio.
La pesante e umiliante sconfitta rimediata sul campo del Porto in Champions League, unita alle recenti e rumorose tensioni emerse all'interno dello spogliatoio tra dichiarazioni discordanti e nervi a fior di pelle, ha spinto la società azzurra a passare drasticamente alle vie di fatto. Come riferito dalle edizioni odierne de La Repubblica e Il Mattino, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha deciso di intervenire in prima persona per arginare la crisi, ordinando un immediato ritiro punitivo per la squadra guidata da Massimiliano Allegri.