Due partite (con Sampdoria ed Empoli), altrettante vittorie. Non era mai successo in stagione. La Cremo pare finalmente aver rialzato la testa e d'improvviso s'è messa a correre.
L'augurio, ovviamente, è che non sia un momentaneo fuoco di paglia, e che quest'"onda lunga", fors'anche anomala, che ha scosso, d'un tratto,
Bianchetti e compagni, possa continuare e magari trasformarsi in uno tsunami.
Insomma, nella Bassa, cominciano a ritenere possibile il "miracolo", anche se qualcuno assai più realista e con i piedi ben piantati a terra, non si fa illusioni, felice per questo sussulto d'orgoglio di
Ballardini e dei suoi virgulti giovanotti, ma ritenuto troppo tardivo.
Eh sì, ci si sarebbe dovuti svegliare prima anche se in apparenza ancora nulla pare perduto, almeno finché la matematica non metterà la parola fine a sogni e speranze.
Nonostante il quart'ultimo posto in graduatoria sia ancora parecchio lontano (sette i punti che dividono la
Cremonese dall'obiettivo-salvezza) lungo rive del Po ancora ci si crede e si spera che la Pasqua di Resurrezione possa durare molto più a lungo e che nell'uovo - di cioccolata o d'altro, poco importa - possano nascondersi ancora tanti regali pronti per essere scartati.
Ma il cammino è comunque costellato d'insidie a cominciare dal prossimo turno di campionato a Udine contro i bianconeri friulani. Partita difficile, indubbiamente, ma comunque non impossibile per questa
Cremo rinata, bella e di carattere.
E allora, se così stanno le cose, serve dare ancora un'ultima spallata, quella più importante, a questo finale di campionato e poi vedere quel che succede...
Sarebbe davvero fantastico se potesse accadere l'impensabile, ma bisogna crederci e remare tutti dalla stessa parte, verso un'unica direzione in quanto l'approdo sicuro potrebbe essere... a vista.
Comunque è davvero incredibile come, dopo due successi consecutivi, tutto possa venir rimesso in discussione e ciò che fino a pochi giorni fa sembrava inoppugnabile, addirittura scontato, ora è invece del tutto opinabile, dubbioso. Ma questo è il calcio: quel che oggi appare logico, domani potrebbe non esserlo più...
Editoriale a cura di Elio Arienti