Lazio, la sconfitta casalinga negli ultimi istanti di gara contro il Milan ha rimesso Sarri e Tare sul banco degli imputati.
Certo, era ormai risaputo che la situazione in casa
bianco-celeste non era delle migliori: nonostante gli uomini di
Sarri siano riusciti a portarsi subito in vantaggio nel posticipo contro il
Diavolo, nel secondo tempo non sono per nulla scesi in campo, consegnando il pallino del gioco ai
rossoneri.
Adesso il clima è sempre più rovente (chiaramente in senso negativo) e il futuro dell’allenatore ex
Napoli e
Juventus, nonché del dirigente, è davvero appeso al filo chiamato
Europa League.
Quest’oggi la
Fiorentina recupererà la partita contro
l’Udinese e, in caso di vittoria, si piazzerebbe di diritto al quinto posto, ultimo valevole per la prossima
Europa League.
Competizione che, a questo punto della stagione, è diventato anche l’obiettivo nella
Capitale sponda
Lazio.
Sarri non ha saputo dare un’impronta vera alla sua squadra e il solito Immobile non può bastare: proprio nell’ultimo gol segnato, si sono visti i due uomini
chiave per il tecnico napoletano:
Milinkovic e l’attaccante italiano, rispettivamente assist e gol.
Lazio, futuro in bilico nella dirigenza
Come detto poc’anzi, la qualificazione alla prossima
Europa League sarà il vero ‘
ago della bilancia’: qualora dovesse arrivare, confermerebbe la
Lazio anche in vista della prossima stagione.
Tuttavia, ci sarà da sudare e da combattere fino all’ultimo: nel secondo tempo, i
rossoneri hanno spostato l’inerzia della partita a loro favore, trovando una vittoria meritata per quanto si era visto nel 90 minuti.

Una notizia riportata dai colleghi del
Corriere dello Sport, secondo i quali la separazione potrebbe essere necessaria per far respirare le casse bianco-celesti: è per questo che adesso il futuro si chiama
Spezia, Sampdoria, Juventus ed
Hellas Verona infine.
I
bianco-celesti, tuttavia, guarderanno con l’occhio
vigile allo scontro di oggi tra
Fiorentina ed
Udinese, con la speranza che i ragazzi di
Italiano possano fare qualche passo falso, per non dover rincorrere ancora di più.