Provedel 7: provvidenziale su Pulisic nel primo tempo, nelle ripresa tiene i suoi sul pari finche può, ma dopo due miracoli di fila arriva Okafor e lo perfora.
Marusic 5: a sbilanciare il giudizio ci pensa l'espulsione, che rovina una serata tutto sommato sufficiente. Meglio nella prima frazione.
Gila 7: chiude la cerniera su Giroud, su Pulisic e su Leao. Ancora più sotto pressione dopo l'espulsione di Pellegrini, non si scompone e finisce giganteggiando.
Romagnoli 7: insieme a Gila fa squadra e serra le righe soprattutto con l'inferiorità numerica. Fino al gol di Okafor, insuperabile.
Pellegrini 5,5: la sua espulsione inverte il piano inclinato di una partita fino a quel momento equilibrata. La prestazione è buona, ma il rosso cancella gran parte dei meriti.
Guendouzi 6: uomo ovunque, recupera palloni e diventa spina nel fianco dei portatori di palla rossoneri. Il rosso, sul finale, macchia la sua prestazione di altissimo livello.
Vecino 7: grande prova dell'uruguaiano, che dirige la mediana con maestria e va anche vicino al gol (dal 78' Cataldi sv).
Luis Alberto 6: come (quasi) sempre succede, dai suoi piedi passa la luce che illumina le azioni laziali. Rimane in campo un'ora ed esce dopo l'espulsione di Pellegrini (dal 60' Hysaj 6: inserito per supportare la difesa dopo l'espulsione di Pellegrini, ci mette l'esperienza).
Felipe Anderson 6: tanto movimento senza palla e molti tagli per disorientare la difesa.
Castellanos 5: buoni i movimenti ma, al tirare delle somme, produce gran poco (dal 60' Immobile 5,5: Sarri lo inserisce per aumentare il cinismo, ma lui spreca un'occasione colossale).
Zaccagni 6: si vede a ondate, e quando si accende scodella in area palloni davvero interessanti (dal 66' Isaksen 6: sempre pronto quando la Lazio riparte, le verticalizzazioni su di lui creano sempre scompiglio).
Maurizio Sarri 6: la gara cambia volto sull'espulsione di Pellegrini, lui si arrabatta come può, per non prendere rischi, ma allo stesso tempo, non bagnare le polveri in attacco. La sconfitta fa male, soprattutto perché il punto appariva ormai cosa fatta.
Lazio - Milan 0-1, Immobile perdona, Okafor no I Le pagelle biancocelesti

Provedel 7: provvidenziale su Pulisic nel primo tempo, nelle ripresa tiene i suoi sul pari finche può, ma dopo due miracoli di fila arriva Okafor e lo perfora.
Marusic 5: a sbilanciare il giudizio ci pensa l'espulsione, che rovina una serata tutto sommato sufficiente. Meglio nella prima frazione.
Gila 7: chiude la cerniera su Giroud, su Pulisic e su Leao. Ancora più sotto pressione dopo l'espulsione di Pellegrini, non si scompone e finisce giganteggiando.
Romagnoli 7: insieme a Gila fa squadra e serra le righe soprattutto con l'inferiorità numerica. Fino al gol di Okafor, insuperabile.
Pellegrini 5,5: la sua espulsione inverte il piano inclinato di una partita fino a quel momento equilibrata. La prestazione è buona, ma il rosso cancella gran parte dei meriti.
Guendouzi 6: uomo ovunque, recupera palloni e diventa spina nel fianco dei portatori di palla rossoneri. Il rosso, sul finale, macchia la sua prestazione di altissimo livello.
Vecino 7: grande prova dell'uruguaiano, che dirige la mediana con maestria e va anche vicino al gol (dal 78' Cataldi sv).
Luis Alberto 6: come (quasi) sempre succede, dai suoi piedi passa la luce che illumina le azioni laziali. Rimane in campo un'ora ed esce dopo l'espulsione di Pellegrini (dal 60' Hysaj 6: inserito per supportare la difesa dopo l'espulsione di Pellegrini, ci mette l'esperienza).
Felipe Anderson 6: tanto movimento senza palla e molti tagli per disorientare la difesa.
Castellanos 5: buoni i movimenti ma, al tirare delle somme, produce gran poco (dal 60' Immobile 5,5: Sarri lo inserisce per aumentare il cinismo, ma lui spreca un'occasione colossale).
Zaccagni 6: si vede a ondate, e quando si accende scodella in area palloni davvero interessanti (dal 66' Isaksen 6: sempre pronto quando la Lazio riparte, le verticalizzazioni su di lui creano sempre scompiglio).
Maurizio Sarri 6: la gara cambia volto sull'espulsione di Pellegrini, lui si arrabatta come può, per non prendere rischi, ma allo stesso tempo, non bagnare le polveri in attacco. La sconfitta fa male, soprattutto perché il punto appariva ormai cosa fatta.
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