Si è conclusa anche la 17' giornata di Serie A con i due posticipi del lunedì. La Viola cade al Franchi contro l'Udinese e l'Inter vince a fatica contro il Como.
Un lunedì di calcio che ha visto scendere in campo 2 delle migliori squadre del nostro campionato, messe a confronto con due ottime realtà della Serie A come Udinese e Como. La Fiorentina è caduta nella trappola tesa da Runjaic, mentre l'Inter di Simone Inzaghi vince una partita difficile e dispendiosa contro una squadra molto ben organizzata.
Fiorentina, le conseguenze della vicenda Bove
A prescindere dal risultato, ieri è stata una giornata di festa in quel di Firenze, perché Edoardo Bove è tornato quantomeno a sedersi in panchina al fianco dei suoi compagni, al fine di supportare la squadra in prima persona. La Fiorentina però, sembra un pochino aver subito il colpo del brutto accaduto, sia da un punto di vista tattico che psicologico, visti gli ultimi risultati ottenuti dalla Viola: 2 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte nelle ultime 6 partite tra campionato e coppe, contro squadre decisamente alla sua portata.
Probabilmente Palladino ancora non ha trovato le contromisure tattiche per sostituire il grande lavoro che faceva Bove da esterno nei tre dietro la punta. Contro l'Udinese la partita sembrava essere in discesa dopo il rigore trasformato dal solito Moise Kean, ma la squadra friulana ha dimostrato di avere le idee chiare e tanta qualità.
Lucca sfrutta l'errore da matita rossa di Ranieri per pareggiare la partita e colpisce un palo in rovesciata, mentre Thauvin è in giornata di grazia ed ha incantato con il suo mancino tirando fuori una perla che è valsa il gol vittoria. Sorridono i ragazzi di Runjaic che si godono una salda e tranquilla posizione di classifica, mentre si ridimensionano un pochino le ambizioni della Viola.
L'Inter insegue la vetta della Serie A
Nel derby regionale contro il Como l'Inter si porta a casa tre punti sudati fino all'ultimo minuto. La squadra di Inzaghi ha incontrato un avversario molto ben organizzato, che lo ha messo di fronte ad un enorme dispendio di energie psico-fisiche. I nerazzurri la sbloccano ad inizio secondo tempo grazie ad un calcio piazzato dalla quale sbuca la testa di un brillante CarlosAugusto, ma da li in poi la partita rimane in bilico fino al gol decisivo allo scadere di Markus Thuram, condito da un'esultanza che rimanda all'imperatore Adriano.
Nei 20 minuti finali però, c'è stato un evidente calo fisico da parte dei ragazzi di Inzaghi ed il Como ha cominciato ad alzare i giri del motore creando anche qualche insidia alla porta difesa da Sommer. L'Inter esce da San Siro con il bottino pieno, ma con la necessità di dover rifiatare in vista della prossima partita. I ragazzi di Fabregas invece, vanno via da Milano a testa alta e con un bagaglio pieno di consapevolezza e voglia di migliorare.
MARCUS THURAM SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.