Milan e Inter? Per loro meglio che il vecchio Stadio di San Siro sia ristrutturato: parola del presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini.
Lorenzo Casini, massima carica della
Lega Serie A, è intervenuto a una lezione universitaria dal titolo
Calcio, democrazia, mercato, che si è svolta all'
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Nel suo intervento ha parlato di molti temi calcistici di attualità, incluso il destino riservato allo stadio nel quale giocano le due squadre di Milano, il
Giuseppe Meazza di
Milan e
Inter.
Ecco alcuni estratti delle sue parole.
Sullo stadio Giuseppe Meazza
Riguardo il Giuseppe Meazza, Casini crede nella necessità di preservare innovando: "È chiaro che è
la sua ristrutturazione è la soluzione migliore, perché parliamo di
due squadre che tra competizioni europee e altro non è facile ricollocare.
Già con la
Fiorentina ci sono stati problemi enormi al solo ipotizzare e domandare, figuriamoci con Milan e Inter insieme. Ottimista? È la proposta più ragionevole, infatti addirittura il primo progetto era quello di costruire accanto a San Siro, così si continuava a usare il Meazza“.
Sugli arbitri
Casini ha speso qualche parola anche sulla questione arbitri, alla luce delle recenti polemiche. "È un tema che abbiamo proposto perché secondo noi
un problema che abbiamo in Italia è che c’è la cultura del sospetto, tutto quello che contribuisce a cancellarla è positivo, come gli strumenti tecnologici.
Avere un corpo arbitrale come in
Premier completamente staccato aiuta a fare questo, è una proposta che noi portiamo avanti. È chiaro che dobbiamo ridurre il margine d’errore".
Sulla Supercoppa disputata in Arabia Saudita
Queste le parole di Casini: "La competizione nasce alla fine degli anni Ottanta, più di un terzo delle finali sono state disputate all’estero perché
la partita di Supercoppa è sempre stata vista come un’occasione per esportare all’estero il calcio italiano. È una promozione culturale, chiaramente un ritorno economico per tutte le squadre di Serie A.
Il tema semmai è sulla scelta del Paese. Il calcio è un’industria, l’Arabia Saudita è un gigante dell’area con cui l’Italia ha ottimi rapporti da diverso tempo e li ha sempre avuti. Quindi in una condizione del genere le critiche che sono arrivate mi sono sembrate francamente eccessive".