Da esubero a leader difensivo: Pavlović è rinato sotto la guida di Allegri, ed è ormai uno dei simboli della solidità del nuovo Milan.
Solo pochi mesi fa Strahinja Pavlović sembrava destinato a lasciare Milano. Dopo un inizio tutt’altro che convincente in maglia rossonera, il difensore serbo era a un passo dal Fenerbahçe: la trattativa era praticamente chiusa, mancava solo la firma. Fu proprio lui, però, a opporsi al trasferimento, deciso a dimostrare il proprio valore in Serie A.
Da allora tutto è cambiato. Pavlović non solo è rimasto, ma è diventato il simbolo della rinascita del Milan di Allegri. Il classe 2001 è stato il match winner contro la Roma, contro cui ha trovato il suo secondo gol stagionale dopo quello all’esordio contro la Cremonese.
Strahinja Pavlović ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Milan, la rinascita di Pavlović
Con l’arrivo di Massimiliano Allegri, Pavlović ha trovato la sua dimensione ideale nel nuovo 3-5-2. Il sistema ha esaltato le qualità del serbo: aggressivo nell’uno contro uno, dominante nel gioco aereo e sempre più preciso nella costruzione dal basso.
L’immagine di un Pavlović goffo e travolto da Lukaku nella scorsa stagione sembra appartenere a un’altra epoca. Oggi è un difensore completo, capace di passare in un attimo dal contenere gli attaccanti avversari a inserirsi in area per finalizzare le azioni nate dalle sgroppate di Leao.
Allegri, da sempre maestro nella gestione dei reparti difensivi, ha saputo restituirgli fiducia e disciplina tattica, trasformandolo in un pilastro imprescindibile. Pavlović è la prova che, con un tecnico capace di leggere i dettagli, anche un difensore in difficoltà può rinascere e diventare decisivo.
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