Milan, la sconfitta nel derby contro l'Inter ha aperto scenari preoccupanti per i rossoneri. Uno fra tutti è la possibilità di rimanere fuori dalla zona Champions League. Andiamo a vedere, in termini monetari, quanto peserebbe la mancata qualificazione nella massima competizione continentale.
La metà rossonera del Naviglio si è svegliata triste e preoccupata ieri mattina. Con la sconfitta nel derby della Madonnina, il Milan ha complicato la sua corsa alla zona Champions League.
Il secondo ko di fila ha certificato la crisi della squadra di Pioli, incapace di reagire dopo un gennaio nero. I risultati negativi, oltre che sulla classifica, rischiano di portare delle ripercussioni importanti anche sulle casse societarie.
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Head Coach of AC Milan Stefano Pioli during italian soccer Serie A season 2019/20 of AC Milan - Photo credit Fabrizio Carabelli /LM
Una mancata qualificazione alla fase a gironi dell'ex Coppa dei Campioni, infatti, comporterebbe una cifra non indifferente in meno per il Milan. A calcolarla è il sito Calcio&Finanza, sempre puntuale sugli aspetti finanziari del mondo del calcio.
Stando a quanto riferisce il portale, il Milan ha incassato 45 milioni di euro per la partecipazione alla campagna Champions della scorsa stagione. Tale cifra è incrementata già a 60 quest'anno, considerata la qualificazione agli ottavi di finale.
Tale cifra, nella prossima stagione, rischia di essere azzerata. La quota minima garantita, in caso di qualificazione, considerate tutte le variabili, è di circa 30 milioni di euro.
La metà di quanto i rossoneri hanno incassato fino a questo momento in stagione. Questo aspetto evidenzia, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto la sostenibilità annuale del club passi, necessariamente, per i primi quattro posti in classifica.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.