Per il quarto Scudetto partenopeo, un milione in festa tra città e provincia. Il sindaco: “Una prova di maturità per tutta Napoli”
Le dichiarazioni di Manfredi
NAPOLI, 23 maggio. Una data da ricordare che rimarrà nella storia del calcio. Una festa che ha travolto un'intera metropoli e il suo hinterland. Secondo le stime ufficiali sono oltre un milione le persone che hanno partecipato ai festeggiamenti per la vittoria dello Scudetto. Tra la città e 53 comuni della provincia, sono stati installati maxi-schermi per permettere una celebrazione diffusa e controllata. E non solo.
Per il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, si è trattato di una “straordinaria dimostrazione di partecipazione popolare e maturità civica”. In dichiarazioni entusiaste, Manfredi ha sottolineato che la città "ha dimostrato di saper celebrare un evento storico con grande entusiasmo. E nel rispetto delle regole. È la prova che la nostra città è pronta per ospitare eventi di rilievo internazionale”.
Il sindaco ha ringraziato le forze dell’ordine, la Protezione civile, i volontari, il Comune e la Regione per la sinergia dimostrata. E ha ribadito che: “il successo dell’organizzazione, nonostante la portata dell’evento, è il risultato di mesi di lavoro congiunto e di un piano di sicurezza ben strutturato”.
Il prefetto di Napoli: "sicurezza perfetta al 99%"
Sulla stessa linea anche il prefetto di Napoli. Infatti Michele di Bari ha definito il dispositivo di sicurezza “perfetto al 99%”. E ha poi elogiato in particolare la decisione di distribuire la festa anche nei centri della provincia, per evitare pericolosi affollamenti in centro.
Tuttavia, non sono mancati episodi di tensione: più di alcune rapine, aggressioni e feriti sono stati segnalati durante la notte. Il prefetto ha minimizzato questi eventi, definendoli “gesti isolati”. Ma resta aperta la domanda: si può davvero parlare di festa perfetta, ignorando ciò che molti cittadini hanno vissuto sulla propria pelle? Quanto vale la sicurezza quando si parla di calcio? Vi lasciamo con questa riflessione.







