Il Parma cade ancora, stavolta contro il Lecce. Terza sconfitta in campionato e nessun progresso nel gioco: la squadra di Cuesta sembra senza direzione.
La sconfitta contro il Lecce è la terza in campionato per il Parma, ma probabilmente la più pesante. Non solo per il risultato, arrivato contro una diretta concorrente per la salvezza, ma per l’assenza di segnali incoraggianti. Siamo alla sesta giornata e la squadra di Cuesta continua a mostrarsi fragile, confusa, senza un’identità precisa.
L’impressione è che si viva ancora troppo delle individualità, in particolare di Valeri: finché l’esterno è rimasto in campo, il Parma aveva mostrato equilibrio e intensità. Dopo il suo infortunio al 25°, invece, il castello si è sgretolato. Løvik non è riuscito a incidere, e la manovra è diventata prevedibile e sterile.
Anche l’atteggiamento, con lunghi tratti di passività e poca aggressività, ha contribuito a rendere la prestazione preoccupante.
I TIFOSI DEL PARMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Parma, troppo ottimismo in estate?
A complicare la situazione c’è la sensazione che la dirigenza crociata, in estate, abbia forse sottovalutato l’impatto di alcuni addii pesanti e si sia lasciata prendere da un eccessivo ottimismo nei confronti dei nuovi arrivati. Le partenze di Leoni e Sohm hanno tolto solidità e dinamismo, mentre quelle di Man, Bonny, Cancellieri e Mihăilă hanno privato la squadra di imprevedibilità e velocità. In cambio sono arrivati giovani di prospettiva, ma ancora troppo acerbi per garantire continuità e personalità in Serie A.
Anche la sfortuna ci ha messo del suo: i gravi infortuni di Frigan e Ondrejka hanno privato Cuesta di alternative importanti, lasciando di fatto il solo Oristanio come uomo di qualità nel reparto offensivo.
In un contesto così delicato, forse sarebbe servita una dose maggiore di esperienza, anche per sostenere un tecnico esordiente come Cuesta, che dopo anni da vice di Arteta si ritrova ora a dover gestire una squadra giovane e in evidente difficoltà.
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