Domani si gioca Parma-Inter, partita che negli anni '90 vanta un precedente stagione 1998/99, con Baggio che sbaglia un rigore decisivo.
Domani si gioca Parma-Inter, partita che negli anni '90 vanta un precedente nella stagione 1998/99, vinto dai ducali per 1 a 0 con Roberto Baggio che sbaglia il rigore del pareggio, ancora per una volta gli undici metri sono fatali per il codino.
Parma-Inter
Parma-Inter 1998/99, ancora il destino per Roberto Baggio passa dal dischetto, un errore che costò il pareggio ai nerazzurri
Domani si gioca Parma-Inter, partita che negli anni '90 ha avuto molti precedenti, ma uno di quelli che hanno una maggiore particolarità è quello della stagione 1998/99, 15° giornata, che si giocò il giorno dell'Epifania del 1999. Un Tardini che che vide la presenza di circa 30000 spettatori tra i ducali che erano lanciati su ben 3 fronti, e i nerazzurri che stentavano i tutte le competizioni. Una partita con attacchi fortissimi, quello del Parma con Chiesa e Crespo e Balbo in panchina, per l'Inter con Ronaldo e Djorkaeff, con un certo Roberto Baggio in panchina. Il codino sarà protagonista del match, ma non in senso positivo.
Il fattaccio accadde al 73' minuto, quando l'arbitro Trentalange assegnò un calcio di rigore all'Inter per un fallo di Cannavaro su Ronaldo, Baggio si prese l'incarico di battere il rigore ma sbagliò, ed ancora la carriera del codino fu segnata da un errore dagli undici metri, come a USA 1994. Chi invece il rigore non lo sbagliò fu Fuser, che firmò il gol vittoria dei ducali. Una partita davvero buttata per i nerazzurri, che nel primo tempo provarono ad andare in vantaggio, ma si trovarono un Buffon in grande giornata.
Quindi per Baggio ancora una volta fatale il rigore, tanto pesante come lo fu un altro pomeriggio, quello infernale di Pasadena di 4 anni prima che valeva un mondiale.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.
Le scuse pubbliche non sono bastate a placare la tempesta diplomatica e mediatica che sta travolgendo Kylian Mbappé in Estremo Oriente. Il caso legato alle dichiarazioni del fuoriclasse francese sull'ex leader cinese Mao Zedong continua a produrre pesanti ripercussioni istituzionali e commerciali. Nelle ultime ore, la televisione di Stato cinese CCTV ha deciso di inasprire ulteriormente la linea, chiedendo al Real Madrid una presa di posizione ufficiale e subordinando qualsiasi futuro confronto a scuse formali da parte del club spagnolo.