Il Genoa trova la prima vittoria dell’era De Rossi. Il pesantissimo successo contro l'Hellas Verona alimenta speranza e fiducia per il futuro.
Il Genoa ha trovato ieri la prima vittoria della gestione De Rossi e la seconda del proprio campionato, ma il peso di questo successo va ben oltre la semplice classifica. Perché arrivata contro una diretta concorrente per la salvezza come l’Hellas Verona, perché arrivata in rimonta e, in attesa dei risultati delle altre squadre, perché ha proiettato i rossoblù fuori dalla zona retrocessione. Un 2-1 che, per come è maturato, rappresenta un segnale enorme.
È anche il terzo risultato utile consecutivo da quando De Rossi si è seduto in panchina, segno che la scossa è arrivata davvero. L’ex tecnico della Roma sembra aver riportato quell’entusiasmo che con Vieira si era lentamente sgretolato, restituendo fiducia a diversi giocatori finiti un po’ ai margini nelle ultime settimane. Su tutti, Lorenzo Colombo, già a quota due gol con De Rossi, e Aaron Martín, tra i più rivitalizzati dal nuovo corso.
DANIELE DE ROSSI INFURIATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Genoa, una squadra che sa reagire
Nel post-partita De Rossi ha voluto mantenere i piedi per terra, sottolineando come ci sia ancora molto da migliorare. Anche contro gli scaligeri, infatti, l’approccio iniziale non è stato dei migliori e il tecnico lo ha fatto notare. Ma ciò che conta, per il momento, è la risposta della squadra: dopo le buone prove contro Fiorentina e Cagliari, il Genoa ha dimostrato ancora una volta di saper reagire.
La rimonta, la compattezza nel secondo tempo e la nuova energia vista in campo sono tutti segnali che vanno nella stessa direzione: questa squadra sta ritrovando identità e convinzione.
La vittoria contro il Verona potrebbe davvero rappresentare un nuovo punto di partenza per il Genoa, che ora ha solo bisogno di confermare progressi nel gioco e nei risultati.
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Il terzino spagnolo è tra i profili seguiti dai giallorossi. Il Barcelona valuta nuove soluzioni per il suo futuro, mentre il precedente con il Manchester United riporta al centro la formula del trasferimento.
La storia di una crisi tecnica che sembra non trovare mai fine continua ad aggravarsi settimana dopo settimana. Il pesante passivo rimediato dal Manchester United contro il Bournemouth ha fatto precipitare ulteriormente l'ambiente in un vortice di contestazione e scoramento. La panchina di Michael Carrick è ormai a un passo dal baratro e la prossima delicatissima trasferta in casa del Chelsea risponde all'ultima spiaggia per il tecnico. Di fronte a un rendimento disastroso e a una classifica che spaventa, a Old Trafford è ufficialmente ripartito il toto-allenatore. Il nome di Antonio Conte è tornato prepotentemente di primissima attualità, rappresentando il profilo ideale per ricostruire dalle fondamenta la mentalità vincente dei Red Devils.
Il futuro a tinte nerazzurre di Federico Dimarco non è in discussione, ma la trattativa per il prolungamento del contratto si preannuncia tutt'altro che in discesa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l'esterno mancino e il suo nuovo agente Arturo Canales puntano a un importante adeguamento economico per blindare il legame con l'Inter, chiedendo un ingaggio da 7,5 milioni di euro a stagione per scalare le gerarchie salariali della rosa. Una richiesta che si scontra tuttavia con la rigida politica di sostenibilità finanziaria imposta dalla proprietà Oaktree, decisa a non stravolgere i parametri economici stabiliti a viale della Liberazione.
Spessore tecnico, memoria storica ed eleganti confessioni tra passato e presente. Sulle pagine dell'ufficiale Match Programme nerazzurro, il centrocampista dell'Inter Piotr Zielinski si è raccontato a cuore aperto ripercorrendo le tappe fondamentali del suo percorso calcistico. Dagli esordi in Italia fino al legame indissolubile con campioni del calibro di Marek Hamšík e Wesley Sneijder, la mezzala polacca ha tracciato il profilo dei modelli che ne hanno plasmato la carriera ai massimi livelli.
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