Juve-Vlahovic, rinnovo alle battute finali: il nodo è sulle commissioni
La Juventus e Dusan Vlahovic sono sempre più vicini a un accordo per il prolungamento del contratto, ma le ultime curve della trattativa presentano ancora qualche ostacolo burocratico ed economico. Sebbene la volontà di entrambe le parti sia quella di proseguire insieme, la fumata bianca definitiva dipende dalla risoluzione del nodo legato a bonus e commissioni, elementi centrali nel nuovo assetto finanziario voluto dal club bianconero.
Trattativa Vlahovic, tra riduzione dell’ingaggio e premi alla firma
L’obiettivo principale della Juventus è la sostenibilità: la dirigenza punta a spalmare l’attuale ingaggio del serbo (che tocca i 12 milioni di euro) su un arco temporale più lungo, idealmente fino al 2028, fissando la parte fissa intorno ai 7 milioni di euro. Per colmare la distanza, la strategia prevede l’inserimento di corposi bonus legati al rendimento individuale e ai traguardi di squadra.
Secondo le ultime indiscrezioni, una delle chiavi per sbloccare l'impasse sarebbe l'introduzione di un premio alla firma. Questa mossa strategica servirebbe a blindare il numero nove, allontanando le sirene della Premier League e di altri club europei (come il PSG o il Milan) che restano alla finestra in attesa di sviluppi.
Il ruolo degli agenti e lo scoglio delle commissioni
Il vero punto di frizione, però, riguarda le commissioni per l'entourage del calciatore. La società bianconera, impegnata in una rigorosa politica di contenimento dei costi, sta cercando di limare le pretese degli agenti per far quadrare i conti del bilancio 2026. L'incontro decisivo tra il management del serbo e la dirigenza alla Continassa servirà proprio a trovare l'intesa su queste spettanze accessorie.
Nonostante la cautela, trapela ottimismo. Vlahovic ha più volte ribadito la sua centralità nel progetto tecnico e la volontà di restare a Torino, fattore che potrebbe spingere le parti a un compromesso entro la fine della settimana per arrivare all'ufficialità entro dieci giorni.







