Un noto ex calciatore e commentatore pronostica per la Roma una stagione difficile. Ma crede nel contributo fondamentale di Paulo Dybala.
Roma, la bocciatura di Antonio Cassano
Antonio Cassano
Quanto nella sua analisi sia legato ai rapporti non certo idilliaci con Josè Mourinho e quanto, invece, a una reale convinzione non è dato sapere. Il fatto oggettivo è che Antonio Cassano pronostica per la Roma una stagione in salita.
Il giocatore barese che è stato a libro paga dei giallorossi tra 2001 e 2006 con 118 presenze e 36 reti non la manda a dire.
Intervenendo a Bobo Tv con parole riportate anche da Forza Roma l'ex Real Madrid, Milan e Inter comincia però dall'altra sponda del Tevere:
"La delusione più grande di quest'anno - dice - sarà la Lazio, l'anno scorso ho detto che sarebbe stata la sorpresa, oggi dico che sarà la più grande delusione".
Probabile che Maurizio Sarri, nel leggere la valutazione, abbia fatto qualche concessione allo scongiuro.
Oppure che mediti una possibile risposta a un'affermazione non proprio ecumenica del calciatore barese nei suoi confronti: "Sarri è bravo ma ogni volta che lo sento parlare si lamenta sempre - aggiunge Cassano - una comunicazione di m...". Tranchant, all'antitesi del bonton ma schietto.
Poi passa a mettere sotto la lente di ingrandimento la Romache, a suo avviso, "farà ancora più fatica rispetto a questi ultimi anni". Dopo avere riservato "un bacio" a Bruno Conti, Cassano abbandona l'espressione affettuosa.
Prosegue con la sua stroncatura indicando però quella che potrebbe essere a suo avviso una stella polare d'orientamento: "La Roma si appoggia solo su Paulo Dybala. Se sta bene hanno qualche chance, se invece non sarà così farà molta fatica quest'anno".
Probabile che anche Mourinho abbia in mente qualche replica con lo stesso, sferzante linguaggio del barese con cui spesso ha avuto scambi di vedute non proprio alla volemose bene.
Qualcuno ricorderà l'affermazione del tecnico lusitano che disse senza peli sulla lingua: "Cassano ha conquistato una Supercoppa ma senza giocarla perché in campo c'erano quelli bravi".
E di quella frase, probabilmente, Cassano ricorda anche le virgole.
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