Il Direttore Sportivo della Roma Ghisolfi ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro il Bologna. I giallorossi tornano sul mercato allenatori.
Ore di riflessione e tensione all'interno dell'ambiente giallorosso. La curva che esce prima del tempo e i fischi assordanti al termine del match sono le conseguenze della disastrosa situazione. Il croato Juric non è più l'allenatore.
Roma, le parole di Ghisolfi
Quanti nomi sul tavolo dopo l’esonero di Juric?
"Abbiamo subito voluto emettere un comunicato ufficiale. Ora dobbiamo prenderci del tempo per delle decisioni giuste. In questo momento però vogliamo ringraziare Mr. Juric per quanto ha fatto dal primo giorno qui alla Roma. Ora con calma, ci prendiamo il tempo di riflettere nel migliore dei modi".
Ha visto troppa distanza nell’identità di Juric in rapporto alle qualità dei giocatori?
“Ivan ha un tipo di calcio molto ambizioso ed esigente dal punto di vista fisico. Ma non è il momento di parlare di questo. Come detto ringraziamo il Mr. per quanto ha fatto in un momento particolarmente difficile per la Roma. Siamo tutti responsabili per il momento che sta attraversando la Roma e chiediamo scusa ai nostri tifosi".
DANIELE DE ROSSI SALUTA I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa devono aspettarsi i tifosi?
"Ancora una volta è difficile rispondere a caldo a questa domanda. Per quanto riguarda i nostri obiettivi continueremo a investire per fare meglio. Dobbiamo gestire questo momento difficile senza parlare di transizione, siamo la Roma e dobbiamo competere dall’inizio".
Mandare via De Rossi è stato un errore?
"Non mi pare il momento giusto per parlare di questo. Non resta che assumerci le nostre responsabilità, io per primo, assieme a calciatori e cercare di risolvere questo momento difficile".
Queste le parole del DS giallorosso Ghisolfi.
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I giallorossi studiano un rinforzo immediato dal Chelsea e un investimento estivo sul talento del Frosinone. Due operazioni con tempi e formule differenti per completare l'attacco di Gasperini.
La notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026 è destinata a rimanere scolpita a tappe indelebili nella storia del calcio internazionale e della Nazionale argentina. Allo Stadio Monumental di Buenos Aires, Lionel Messi ha disputato l'ultima partita della sua straordinaria carriera con la maglia numero 10 dell'Albiceleste, trascinando la selezione al successo per tre a rete zero contro il Benin con un gol e due assist d'autore. Al suo fianco ha vissuto ogni istante di questa serata carica di commozione il capitano dell'Inter Lautaro Martínez, pronto ora a raccogliere l'eredità di leadership del fuoriclasse di Rosario dopo anni trascorsi a condividere trionfi memorabili sul tetto del mondo.
Svolta istituzionale ai vertici del calcio italiano nella giornata di martedì 6 ottobre 2026. La Giunta e il Consiglio Nazionale del CONI hanno formalmente affidato l'incarico di Commissario Straordinario della FIGC a Giovanni Malagò, ponendo fine a una delicata fase di stallo ai vertici della Federazione. Una decisione accolta con immediata soddisfazione da parte della Lega Calcio Serie A, che attraverso un comunicato ufficiale ha espresso pieno sostegno alla figura individuata dal Comitato Olimpico, definendo la scelta opportuna e in continuità con gli orientamenti già emersi in passato all'interno delle assemblee dei club di massima divisione.
Giorni di fortissima tensione e aspre polemiche attorno alla figura di Kylian Mbappé nell'ambiente del Real Madrid agli inizi di ottobre 2026. L'asso francese è finito al centro di un acceso dibattito mediatico e popolare in Spagna a causa dei suoi recenti comportamenti extra-calcistici, arrivati a margine del problema al ginocchio sinistro accusato in Nazionale nella sfida contro la Turchia.
Nelle pagine dell'intervista rilasciata a Tuttosport, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha tracciato una vera e propria ode alla versatilità tattica e allo spessore umano di Weston McKennie. Il tecnico di Certaldo ha coniato l'espressione "Weston Zone" per descrivere l'incredibile capacità dell'eclettico centrocampista americano di dominare ogni zolla del campo di gioco, muovendosi senza punti di riferimento fissi. Nel contesto del calcio di ottobre 2026, dove la totale duttilità ha soppiantato i ruoli tradizionali, il numero otto bianconero rappresenta l'interprete ideale dell'armata juventina per intelligenza negli inserimenti e generosità atletica.
Nello scacchiere tattico della nuova Germania guidata da Jürgen Klopp, Florian Wirtz continua a confermarsi uno dei punti di riferimento tecnici più luminosi del panorama internazionale. Durante il match di Nations League contro la Serbia, il trequartista ha letteralmente dominato la scena, fornendo prima l'assist perfetto per la rete di Bischof al 39' della prima frazione e firmando poi in prima persona la marcatura del raddoppio nel corso della ripresa. Una prova maiuscola arrivata nel momento più opportuno, capace di restituire entusiasmo al talento tedesco in vista del rientro con i club dopo la sosta per le selezioni nazionali.