Il difensore della Roma Gianluca Mancini ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport alla vigilia della partita di domani sera contro l'Inter 20.45.
A seguire l'intervista di Mancini
Le parole di Mancini
LAUTARO MARTINEZ
"È un campione, uno dei migliori attaccanti del mondo. Sono anni che ci sfidiamo, è una bella battaglia, ma sempre con fair play, spesso ci siamo scambiati la maglia. Servirà un’attenzione massima, non bisogna calare mai di intensità mentale. Con lui basta un errore e perdi la partita".
LA SITUAZIONE IN CLASSIFICA
“Le vittorie ce le siamo sudate, conquistate. E poi conosco il mister, le sue qualità e doti caratteriali. Rispetto all’Atalanta è cresciuto come esperienza internazionale, ma la passione è sempre altissima. In alcune gare forse abbiamo avuto un po’ di fortuna, ma non abbiamo rubato niente a nessuno. C’è sempre un motivo se le cose vanno bene o male. In due mesi non costruisci una grande squadra, non fai grandi campionati. Ma le sensazioni sono positive. Ci saranno momenti difficili, ma questo è un gruppo solido, unito, che saprà tenere duro".
MERITO DI RANIERI E DE ROSSI
"Prima pensavo a tante cose che mi toglievano energie. È stato fondamentale Ranieri che mi ha fatto riflettere, mi disse che da avversario mi odiava. Ma anche De Rossi mi aveva fatto capire che così perdevo lucidità. Loro mi hanno aiutato, io ci ho pensato su e mi è entrato in testa. Poi sono sempre rompiscatole, competitivo, ma ora gestisco meglio le cose che mi possono portar via energie".
DANIELE DE ROSSI SALUTA I TIFOSI DELLA ROMA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
PIO? SE UN GIOVANE SBAGLIA, LO AMMAZZANO
"All’estero i giovani hanno meno responsabilità a livello ambientale, mediatico. Bisogna dargli la possibilità di sbagliare, qui invece ti esaltano dopo un gol e ti ammazzano se sbagli. Un adulto capisce il gioco, un giovane può soffrirne. Pio è un ragazzo umile, un lavoratore. Sembra un giovane vecchio".
IO PADRONE DELLO SPOGLIATOIO?
"Non ho mai sentito nulla sui senatori del Milan, della Juve o dell’Inter... Questa cosa fa un po’ male, perché non è la verità. Lo spogliatoio lo gestisce il mister, il ds e il presidente, noi facciamo i calciatori. Al massimo quando arriva qualcuno nuovo possiamo fargli capire cosa è la Roma, dove è arrivato. Ma questo non vuol dire comandare uno spogliatoio.
Io qui sto bene, in città c’è un amore reciproco con i tifosi. Resterei molto volentieri, ma non voglio pormi ora il problema. Penso al presente, a migliorarmi. E a non smettere mai di imparare".
CON GATTUSO SERENITA', CON SPALLETTI...
"Con Gattuso c’è stata subito la sensazione di non poter sbagliare nulla, ma anche grande voglia di stare insieme, con serenità. Spalletti, come ha detto pure lui, cercava di farci capire cosa voleva, con tanti concetti. Ma il gruppo è stato sempre sano. Qualche problema con Spalletti? Niente, mai una discussione. Un giocatore può piacere ad un allenatore e meno ad un altro. Io quando vengo chiamato corro, se sto a casa faccio il tifo. Mi rodeva, non ero felice, ma ho sempre rispettato le decisioni. Il mister ha fatto altre scelte".
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