Chris Smalling carica la Roma in vista della nuova stagione e si racconta.
Smalling sempre più convinto

Stare alla
Roma gli piace un mondo.
Chris Smalling ne è a libro paga dal
2019 e, dopo 105 presenze e nove reti, non ha perso una virgola del suo entusiasmo.
Anzi,
lungi dal tenerselo per sè, lo vuole anche diffondere al resto della compagnia di Trigoria. E, per farlo, sceglie un'intervista rilasciata alla
Gazzetta dello Sport.
"
Dobbiamo fare meglio dell'anno scorso - esordisce sfoderando le sue intenzioni calcisticamente bellicose -
quindi vincere almeno un trofeo e arrivare tra le prime quattro in campionato per qualificarci alla prossima Champions League".
Il menù che indica è quindi prelibato. Adesso starà
ai vari cuochi ovvero ai calciatori della Roma, lui compreso,
riuscire a prepararlo nella cucina del prossimo campionato.
Sente nostaglia di Champions, Smalling. "Non esserci dal 2019 è troppo - prosegue - per un club come la Roma
è l'obiettivo minimo, anche questo ci deve dare la spinta per una maggiore regolarità".
Smalling
crede fortemente nella Roma e nelle sue potenzialità. Non è solo
un fatto di fiducia tecnica ma anche di affetto. Quell'affetto che lo ha portato, conferma, a
declinare l'offerta dell'Inter con un no grazie. "Con la Roma sono sempre stato molto bene - dice- ho parlato con Josè Mourinho, Tiago Pinto e la proprietà , ho ascoltato le ambizioni e non ho avuto esitazioni".
Anche lui, come altri giallorossi,
individua in Josè Mourinho la stella polare a cui fare riferimento per percorrere la rotta esatta. "Josè è sempre lui e lo sarà anche tra cinque - dieci anni - conclude Smalling -
una persona che ha nel Dna la vittoria".