Dopo il pesante k.o. interno contro l'Atalanta il tecnico del Torino ha commentato la sconfitta della sua squadra, soffermandosi sul blackout del primo tempo.
Il Torino sbatte pesantemente contro l'Atalanta nella quarta giornata di Serie A, perdendo 3-0. Le due reti Krstovic e quella di Soulemana a fine primo tempo hanno indirizzato pesantemente la partita.
Tre gol subiti in meno di dieci minuti. Un blackout inspiegabile anche per il tecnico dei granata Marco Baroni, che a fine gara ha voluto commentare l'accaduto.
"Non si possono avere queste amnesie"
"Eravamo in partita, poi siamo usciti dopo il primo gol, ed è una cosa inspiegabile. Tre reti prese in otto minuti è un problema di atteggiamento mentale. Ora c'è la Coppa Italia per riprenderci. Ho gestito situazioni come queste e lo farò anche adesso. Contro la Fiorentina e la Roma avevamo fatto bene. E' un problema mentale che non deve avvenire."
"Dobbiamo invertire questo percorso"
"I pochi gol? E' uno dei problemi su cui dobbiamo lavorare. Non è un problema di attaccanti, ma di soluzioni che dobbiamo trovare partendo dalla compattezza della squadra. Dobbiamo guardare in faccia la realtà senza paura e lavorare."
ESULTANZA DUVAN ZAPATA ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
"Il rigorista? E' stata una scelta della squadra"
"Un giocatore come Zapata va sostenuto ad ogni costo. E' entrato perché Simeone aveva i crampi. Si è preso il pallone ed era giusto che lo calciasse lui, ha bisogno di minuti e di lavorare."
"La situazione ambientale? Ecco come la penso"
"Siamo noi come squadra a dover fare il primo passo. Dobbiamo portare un'energia diversa ed un calcio che trasmetta qualcosa. Contro la Fiorentina abbiamo fatto 21 falli, ma è un sinonimo di intensità e di aggressività. Non sono preoccupato, ma concentrato ed attento. Ci sono tante componenti, ma non voglio creare alibi, altrimenti li trasmetto alla squadra."
I biancocelesti hanno lavorato concretamente sull'argentino durante l'estate, arrivando anche a formulare una proposta. Icardi prese tempo, mentre la Lazio costruì l'attacco con Pinamonti e Gudmundsson: a settembre Gattuso decise di non cambiare più le gerarchie.