Cesare Casadei ha giocato dal 1' minuto con la maglia del Torino per la prima volta. L'ex Chelsea non ha convinto e ha anche causato il rigore del 2-2.
Arrivato praticamente sul gong del calciomercato invernale, il centrocampista classe 2003 deve ancora inserirsi nei meccanismi della squadra di Vanoli.
Torino, Casadei stecca alla prima
La sconfitta arrivata nel finale al Dall'Ara contro il Bologna ha gettato nuovo sconforto nell'ambiente granata e, Elmas a parte, i nuovi acquisti non hanno convinto. Casadei nello specifico, che ha scelto la corte di Cairo al posto di quella di Lotito e della Lazio, ha faticato a imporsi nel ruolo di mediano.
La formazione ufficiale messa in campo da Vanoli prevedeva un 4-2-3-1 con l'ex Leicester in coppia con Linetty a fare da schermo davanti alla difesa. Il calcio di rigore causato nel secondo tempo che ha portato al 2-2 di Ndoye ha contribuito a giudicare insufficiente la prestazione del giocatore.
Cesare Casadei of Chelsea arrives ahead of the Premier League match Nottingham Forest vs Chelsea at City Ground, Nottingham, United Kingdom, 11th May 2024 (Photo by Gareth Evans/News Images)
Tempo al tempo tuttavia confrontando con l'esordio in granata di Elmas, arrivato anche lui nelle ultime ore di mercato, il bilancio è molto diverso. Il ruolo e le caratteristiche differenti obbligano a fare delle distinzioni dal punto di vista dei compiti ma il risultato finale non è stato soddisfacente.
Nelle prossime partite ci saranno altre opportunità per Casadei ma la stagione procede velocemente e la società chiede di raggiungere gli obiettivi.
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
Il classe 2006 del Parma continua a convincere dopo l'ottimo avvio con il Lucerna. I granata lo hanno seguito anche a Pescara, dove ha segnato contro gli Azzurrini, mentre Bologna, Genk e Club Brugge aumentano la concorrenza.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.