Oggi Bijol si è raccontato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ecco alcune sue dichiarazioni.
Prima di arrivare a Udine è stato tre anni a Mosca e uno ad Hannover, in Bundesliga: come è andata?
«Ad Hannover non bene, ho patito la pandemia, ero solo, nessuno poteva venire a trovarmi. A Mosca bene, vivevo vicino al centro, ho fatto amicizia vera con due che ora sono in Italia, Bistrovic a Lecce e Vlasic, la star del Toro. Ho fatto la Champions, è stato uno step di crescita».
Bijol è nato 5 febbraio come CR7, Tevez, Neymar...
«Dei grandi, ma non credo a queste cose. Tevez non l’ho conosciuto, ero bambino, Neymar e CR7 sì. Due fenomeni».
Come spiega come si sistema sulle palle inattive, visti i due ultimi gol?«Salto molto. Andiamo in alto, sia io che Becao. Su questo facciamo un lavoro individuale a parte con lo staff e Sottil.
Il gol all’Inter è stato più complicato perché in torsione. Col Verona sono salito in cielo, ma ho potuto colpire meglio».
Se li aspettava due gol così e un inizio da titolare in A?
«No, è stato incredibile segnare il primo gol in A davanti alla nostra curva e quello a Verona vicino a dove erano i nostri tifosi. Non sapevo se avrei giocato titolare, ma lavoro ogni giorno per crescere e migliorarmi. E questo è l’ambiente giusto. Club organizzato, città piccola e carina, vicina alla Slovenia».
Domani vi giocate il vertice con l’Atalanta.
«Sarà stupendo perché lo stadio sarà sold out. Loro sono molto forti davanti e in transizione, ma noi dal ritiro abbiamo maturato la consapevolezza di essere forti e di poter fare grandi cose. Lo siamo mentalmente e c’è tanta qualità anche da parte di chi entra dalla panchina».







