Non è ancora chiuso il caso scommesse per il portiere dell'Udinese, Maduka Okoye, che è stato chiamato a processo per truffa da parte della Procura di Udine.
Nell'ultima giornata di
Serie A contro la
Cremonese,
Maduka Okoye è tornato a difendere i pali dell'
Udinese. Dopo aver scontato la squalifica di due mesi per il caso scommesse, il portiere nigeriano è tornato in campo riprendendosi subito il posto da titolare che, in sua assenza, era stato occupato da
Razvan Sava.
Il calvario legato al caso scommesse nel quale è coinvolto, però, non sembra essere terminato del tutto. La Procura di Udine, infatti,
non ha archiviato la pratica. Bensì
ha emesso un decreto di citazione diretta a giudizio per truffa aggravata, con
la prima udienza fissata per il 13 maggio 2026.
Udinese, caso Okoye: il punto sull'indagine
L'indagine orbita attorno ad un flusso anomalo di scommesse legate alla partita giocata tra
Lazio ed
Udinese l'11 marzo 2024, durante la quale proprio
Okoye venne ammonito al minuto 63 per perdita di tempo.
Nell'ambito delle scommesse sportive, il cartellino giallo al portiere bianconero, che era a quotato otto volte la posta, ha generato vincite complessive per oltre 120.000 euro, quasi tutte registrate nella provincia di Udine.
Secondo la Procura di Udine,
Okoye aveva concordato l'azione con un imprenditore friuliano, titolare di una pizzeria, in un incontro precedente al match contro la
Lazio. Sarebbero coinvolti anche altri due imprenditori, che, venuti a conoscenza di quest'informazione privata, avrebbero scommesso a loro volta.
In tre avrebbero guadagnato in totale oltre 28.000 euro.
La parte offesa sarebbe la società
Snaitech, che avrebbe subito un danno economico conseguente all'anomalo flusso di puntate. Ora Okoye dovrà prepararsi ad affrontare il processo mentre l'Udinese, la cui società non è indagata, resta in attesa dei possibili sviluppi.