Sebastien De Maio si ritira dal calcio giocato. Ma non abbandona l'ambiente, diventa il nuovo Club Manager del Mantova per la stagione 2025-2025.
Mantova: un saluto per un ritorno
Domani, al Danilo Martelli, non sarà una giornata qualunque. Non lo sarà per il Mantova, che saluterà un pilastro recente del suo spogliatoio. E non lo sarà per Sebastien De Maio, che smette ufficialmente i panni del difensore per indossare quelli, nuovi, da dirigente. L’annuncio del ritiro dal calcio giocato avverrà nella cornice di una conferenza stampa carica di emozioni. Lì, il classe '87 spiegherà anche i contorni della sua nuova avventura come Club Manager dei virgiliani per la stagione 2025-2026.
È un passaggio di testimone tra sé e sé, in fondo. Perché il De Maio calciatore, quello che ha lottato nei campi di Serie A con maglie prestigiose come quelle di Genoa, Fiorentina, Bologna, Udinese e, prima ancora, del Brescia, non abbandona il calcio. Ma sceglie di viverlo da un’altra prospettiva. Una sfida diversa, certo. Ma animata dallo stesso spirito che lo ha reso leader anche a Mantova. Dove era approdato nel gennaio 2024 con il compito di rinforzare una squadra in corsa per un sogno. La promozione in Serie B. Missione compiuta, e non solo. Il Mantova ha poi mantenuto la categoria senza neanche passare dai playout. Merito anche dell'esperienza e della solidità del centrale francese.
De Maio: ho avuto tutto
A raccontare meglio di qualsiasi dato ciò che rappresenta questo momento per De Maio è forse il suo messaggio social. Il suo, un congedo sincero e riconoscente: “Ho avuto tutto”, scrive, ringraziando le persone, le piazze, i gol, e soprattutto la famiglia. Ma la frase chiave è un’altra: “Non lascio il calcio”. Resta, eccome se resta. Con un’altra maglia, sì, non da gioco. Ma con lo stesso amore.
Per il Mantova, non è un addio. È un investimento sulla continuità. Una scelta di cuore e di identità. Perché certi giocatori, quando smettono, non si sostituiscono. Si tengono.







