Momento buio per la Salernitana. Non sono di certo gli anni di Pierino Prati e Gennaro Gattuso, e nemmeno quelli della prima storica presenza in Serie A conquistata nel 1947. La Salernitana, unica altra squadra ad aver militato nella massima serie oltre alla squadra laureatasi campione proprio nella serata di ieri, sta vivendo uno dei momenti più tristi della sua recente storia.
Dopo essere tornata in Serie B nella scorsa stagione, la discesa del cavalluccio non accenna ad interrompersi, ed un nuovo caos si profila all’orizzonte. Lo spettro della Serie C, che rievoca nelle menti dei tifosi campani la tragica stagione del 2005, quando la Salernitana venne radiata dal professionismo a causa delle inadempienze finanziarie e costretta a ripartire dalla Serie C1.
Alle porte di uno scontrovalido per i playout, di cui ancora non si conosce con certezza l’avversario, nella giornata di ieri è arrivata la notizia che il club granata ha presentato un’istanza, sostenendo che la decisione della Lega Serie B di rinviare gli spareggi salvezza incida direttamente sui criteri di iscrizione e ammissione ai prossimi campionati.
Non si tratta di un ricorso, ma di un’istanza che invita a gran voce il Collegio di Garanzia del CONI a pronunciarsi sulla situazione prima del 10 giugno.
La proprietà, guidata da Iervolino, appare determinata e pronta a scendere in piazza pur di risolvere la situazione. Come non detto, nella giornata di ieri alcuni tifosi hanno esposto uno striscione davanti alla sede della Lega con scritto: «Salerno non si piega».
Anche i giocatori sembrano pronti a fare la loro parte, anche fuori dal campo: alcuni di loro, abitualmente convocati dalle rispettive nazionali come Hrustic e Lohoshvili, sembrano disposti a rinunciare alle convocazioni per aiutare la squadra nella battaglia playout.
Lo riporta Il Corriere dello Sport.







