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Bayer 04 Leverkusen, partnership con IBM: come l’AI cambia il modo di studiare il calcio

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IBM e Bayer 04 Leverkusen stanno collaborando allo sviluppo di soluzioni rivoluzionarie che combinano tecnologie AI all’avanguardia, sistemi cloud scalabili e analisi basate sui dati.

La soluzione, gestita interamente su IBM Cloud, è stata sviluppata in stretta collaborazione tra IBM e Bayer 04 Leverkusen. Grazie al riconoscimento automatico delle immagini, analisi prima lunghe e manuali vengono ridotte, liberando tempo per un lavoro professionale e mirato con le squadre. La soluzione combina tecnologie AI avanzate con un’infrastruttura scalabile.

Mettendo insieme IBM watsonx.ai Studio, che consente la creazione e l’adattamento di specifici modelli di AI, e IBM watsonx.ai Runtime, che integra in modo affidabile processi di AI nei flussi di lavoro esistenti, i dati di gioco e di addestramento possono essere analizzati più rapidamente e con maggiore precisione. IBM Cloud Object Storage offre uno spazio di archiviazione ampiamente disponibile per contenuti video completi, mentre IBM Cloud Serverless Computing automatizza compiti che richiedono calcoli impegnativi e rende la piattaforma scalabile in modo flessibile.

“La nostra collaborazione con Bayer 04 Leverkusen mostra come le tecnologie AI e le
soluzioni cloud innovative possano creare vantaggi decisivi per esigenze ad alta intensità di
dati”, afferma Hardy Groeger, Distinguished Engineer, Director Data Software Technical
Sales & Client Success IBM DACH. “La piattaforma fornisce informazioni affidabili e
spiegabili che promuovono un futuro data-driven per il calcio professionistico, rendendo allo
stesso tempo più efficienti i processi del club.”

I vantaggi della piattaforma:

  1. Elaborazione ottimizzata dei dati:
    L’automazione dei processi chiave permette ad analisti e squadre di risparmiare
    tempo prezioso e concentrarsi maggiormente sulle decisioni strategiche.
  2. Riconoscimento intelligente dei pattern:
    La piattaforma utilizza un’AI avanzata per rilevare in modo intelligente gli eventi di
    una partita di calcio, consentendo analisi basate sui dati con un intervento manuale
    minimo.
  3. Flessibilità e scalabilità:
    La piattaforma cresce in base alle esigenze del club. Può essere estesa e adattata
    senza soluzione di continuità per incorporare tecnologie e requisiti futuri – come le
    integrazioni API – e utilizzata da altri team.
  4. Miglioramento dell’esperienza utente:
    La piattaforma dà un contributo importante per assicurare la qualità e l'ottimizzazione
    dei processi di analisi. Questa soluzione moderna e trasparente supporta sia il team
    di coaching sia i pianificatori nel loro lavoro quotidiano.

Bayer 04 Leverkusen-IBM

Innovazione dell’AI per lo sport professionistico tedesco
“Al Bayer 04 Leverkusen ci consideriamo pionieri nell’uso di soluzioni digitali per ampliare le
possibilità del calcio professionistico”, afferma Moritz Laux, Team Lead ‘Sports Technologies’, Bayer 04 Leverkusen. “Con le tecnologie IBM ampliamo le nostre capacità analitiche. Questa partnership è una pietra miliare per noi nel percorso verso una digitalizzazione orientata al futuro e guidata dai dati di processi importanti.”

Con la nuova piattaforma, Bayer 04 Leverkusen e IBM creano insieme una base che
combina efficienza, eccellenza sportiva e tecnologie moderne. La collaborazione dimostra
come le innovazioni digitali e le soluzioni AI moderne possano non solo trasformare il lavoro
nello sport professionistico, ma anche rafforzare il legame tra giocatori, allenatori, club e IT
interna.

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Ligue 1

Kvaratskhelia: “Ecco perché tengo i calzettoni bassi”

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Kvaratskhelia

Kvaratskhelia svela a The Athletic il motivo dei calzettoni abbassati. La nascita del rito al Napoli e l’emozione per “Kvaradona”.

Napoli, Kvaratskhelia

Khvicha Kvaratskhelia ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

L’origine del rito, la scaramanzia nata a Napoli

Nel corso di una lunga intervista concessa alla testata The Athletic, Khvicha Kvaratskhelia ha spiegato il motivo per cui è solito scendere in campo mantenendo i calzettoni visibilmente abbassati. L’attaccante georgiano ha rivelato come questa abitudine sia nata in maniera del tutto casuale durante il suo esordio ufficiale con la maglia del Napoli, spinto dalla necessità fisica di alleviare la pressione sulle gambe.

In quell’occasione l’emozione del debutto gli aveva provocato forti crampi già nei primi trentacinque minuti di gioco, inducendolo ad abbassare i calzettoni per cercare un beneficio immediato. Subito dopo quel gesto è arrivata la sua prima rete in azzurro, trasformando una semplice esigenza tattica e fisica in una consuetudine scaramantica mai più abbandonata.

Il peso del soprannome e il paragone con Diego Maradona

L’esterno d’attacco ha poi espresso le proprie sensazioni riguardo all’affettuoso soprannome di Kvaradona attribuitogli dalla tifoseria partenopea. Il calciatore ha confessato la grande dose di orgoglio provata nell’essere accostato a una leggenda assoluta della storia del calcio mondiale, pur sottolineando la complessità nel gestire una responsabilità di tale portata.

L’eredità lasciata da Diego Armando Maradona a Napoli rimane inarrivabile per qualsiasi giocatore, ma essere accostato al mito argentino rappresenta per Kvaratskhelia uno dei riconoscimenti più gratificanti del proprio percorso professionale.

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Liga

Pedri e il provino al Real Madrid: “Mi scartarono”

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pedri

Pedri svela a The Players’ Tribune il retroscena del provino al Real Madrid. Il no da adolescente fino a diventare stella del Barcellona.

pedri, Real Madrid

Il retroscena di Pedri, il rifiuto del Real Madrid prima della gloria al Barcellona

La carriera di Pedri avrebbe potuto prendere una piega diametralmente opposta a quella che oggi lo vede affermato come uno dei centrocampisti più brillanti del panorama calcistico mondiale. Il talento ventitreenne del Barcellona e della selezione spagnola ha ripercorso, in un’intima intervista concessa ai microfoni di The Players’ Tribune, un retroscena risalente ai suoi primi anni da calciatore. Il provino sostenuto con la maglia del Real Madrid, conclusosi con una bocciatura da parte della società della capitale.

Prima di affermarsi come colonna portante dei blaugrana, il giovane centrocampista si era recato a Madrid accompagnato dal padre per vivere una settimana all’interno delle strutture del club merengue. Un’esperienza rivelatasi complessa sul piano umano e logistico, trascorsa in solitudine all’interno di un hotel cittadino anziché nelle residenze della cantera insieme agli altri giovani aggregati all’accademia.

La delusione del ritorno a casa e la spinta per la consacrazione blaugrana

Al termine dei sette giorni di prova, la dirigenza del Real Madrid comunicò la decisione di non tesserare il giovane calciatore, rispedendolo a casa. Un’amarezza bruciante che Pedri ha ricordato senza peli sulla lingua, evidenziando come la dirigenza madrilena lo avesse giudicato inadatto e non strutturato per i propri standard giovanili dell’epoca.

Il ritorno nel proprio ambiente domestico rappresentò un momento di dura prova psicologica per il giovane atleta, costretto a confrontarsi con il giudizio degli amici e della comunità locale dopo l’esito negativo della prova. Tuttavia, lo stesso Pedri ha sottolineato come quella bocciatura si sia trasformata in un passaggio fondamentale per la sua maturazione personale, restituendogli grande umiltà e la ferrea determinazione necessaria per costruire il percorso che lo avrebbe poi condotto a diventare un perno inamovibile del Barcellona.

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Premier League

Liverpool, Chiesa bocciato: fuori dalla lista Champions

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Juventus

Chiesa tagliato da Iraola nella lista Champions del Liverpool. Insieme a Endo resta ai margini, riaprendo gli scenari di mercato a gennaio.

Liverpool

Federico Chiesa of Liverpool during the Premier League match Liverpool vs Bournemouth at Anfield, Liverpool, United Kingdom, 21st September 2024
(Photo by Cody Froggatt/News Images)

Liverpool, Iraola lo esclude dalla lista Champions

Non cambia la musica per Federico Chiesa ad Anfield. Nonostante l’avvicendamento in panchina e l’arrivo del nuovo tecnico Andoni Iraola, l’attaccante italiano continua a trovarsi ai margini del progetto tecnico del Liverpool. La conferma ufficiale è arrivata con la consegna della lista per la fase a gironi della UEFA Champions League, nella quale il nome dell’ex Juventus spicca tra gli esclusi illustri insieme a quello del centrocampista Wataru Endo.

Per il reparto avanzato, il manager dei Reds ha preferito puntare su Alexander Isak, Cody Gakpo, Hugo Ekitike e il nuovo innesto estivo Bradley Barcola. Un verdetto pesante che rispecchia una gerarchia rigida e penalizzante per il calciatore azzurro, relegato a semplice alternativa di ripiego per le sole competizioni nazionali.

Il parallelo con la gestione Slot e gli scenari di mercato per gennaio

La decisione di Iraola ricalca fedelmente quanto accaduto un anno fa sotto la gestione di Arne Slot. Nella passata stagione, Chiesa fu inizialmente depennato ed entrò in lista unicamente a causa del grave infortunio subito dal giovane difensore Giovanni Leoni. Il bilancio europeo della scorsa annata si chiuse con appena 5 apparizioni per un totale di 78 minuti giocati e una rete firmata nel netto 6-0 contro il Qarabag. Quest’anno Leoni torna a far parte dell’elenco ufficiale, chiudendo definitivamente ogni porta ad un eventuale ripescaggio per l’attaccante.

L’ennesima bocciatura stride fortemente con le dichiarazioni rilasciate dallo stesso Chiesa a fine luglio, quando si diceva pronto ad affrontare un nuovo capitolo ed a mettersi a disposizione del nuovo allenatore dopo i troppi panchina-show dell’anno prima. Questa nuova esclusione apre di fatto le porte ad un possibile addio durante la finestra invernale di calciomercato a gennaio, con diverse società pronte a riportare il giocatore in Serie A o a offrirgli spazio da titolare altrove.

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