Calciomercato
Arsenal e Newcastle United su Høgsberg: da 15 a 35 milioni in un anno
Lo Strasbourg preferisce trattenere il difensore danese, ma un’offerta intorno ai 35 milioni può aprire la trattativa. Chelsea resta sullo sfondo.

LUCAS HOGSBERG DELLO STRASBURGO DURANTE LA PARTITA DI LIGUE 1 CONTRO IL MARSIGLIA (FOTO DI EMILIAN BALDOW/ICON SPORT VIA GETTY IMAGES)
Un anno fa lo Strasbourg investiva circa 15 milioni di euro per portare Lucas Høgsberg via dal Nordsjælland. Oggi, dopo una stagione tra Ligue 1 ed Europa e sei presenze con la nazionale danese, il ventenne è entrato nelle liste di Arsenal e Newcastle United: per aprire una trattativa il club francese valuta offerte nell’ordine dei 35 milioni.
È il dato che racconta meglio l’ascesa del classe 2006. Lo Strasbourg non ha necessità di venderlo, anche perché il contratto scade soltanto nel 2030, ma in dodici mesi il danese è passato da investimento sul futuro a uno degli asset più preziosi della rosa.
Arsenal e Newcastle United entrano in scena
I due club inglesi hanno inserito Høgsberg nelle rispettive shortlist per rinforzare la difesa negli ultimi giorni di mercato. Anche il Chelsea segue da tempo il giocatore, ma al momento resta più defilato.
Lo Strasbourg preferirebbe continuare con lui ed è pronto ad ascoltare proposte vicine ai 35 milioni di euro: una cifra molto superiore ai circa 15 milioni investiti nell’agosto 2025 per acquistarlo dal Nordsjælland.
Il difensore guarda con interesse alla possibilità di trasferirsi in Premier League e i suoi rappresentanti hanno già avuto contatti indiretti con entrambe le società.
Il contratto fino al 2030 dà forza allo Strasbourg
Quando il Racing lo acquistò nell’estate 2025, Høgsberg aveva appena 19 anni ma era già entrato nel giro della nazionale maggiore danese.
L’accordo firmato allora è valido fino al 30 giugno 2030, dettaglio che oggi garantisce al club una posizione molto forte. Non c’è una scadenza vicina che obblighi a vendere e questo permette ai francesi di fissare condizioni elevate.
Il salto economico, del resto, è significativo: una cessione a quelle cifre porterebbe il valore dell’operazione a oltre il doppio rispetto a quanto investito soltanto un anno fa.
La Ligue 1 ha accelerato la crescita
Il nuovo prezzo non dipende soltanto dall’età. Nella stagione 2025/26 Høgsberg ha raccolto 24 presenze in Ligue 1, aggiungendo minuti nelle competizioni europee e nelle coppe nazionali: il passaggio dalla Superliga danese al calcio francese non lo ha relegato a un ruolo di prospettiva.
Il suo percorso tra i professionisti era iniziato molto presto. Cresciuto nel Nordsjælland, club in cui era entrato da bambino, aveva debuttato in prima squadra già a 16 anni.
Oggi, a 20 anni, ha anche sei presenze con la Danimarca, un ulteriore elemento che spiega perché il suo profilo abbia attirato club di Premier League.
Tre ruoli spiegano l’interesse inglese
Høgsberg nasce come difensore centrale, ma può essere utilizzato anche da terzino destro e terzino sinistro.
A 1,87 metri abbina struttura fisica, qualità nella gestione del pallone e capacità di adattarsi a più posizioni della linea arretrata. È una caratteristica particolarmente utile per squadre che devono gestire Premier League e competizioni europee con rotazioni frequenti.
Per Arsenal e Newcastle, quindi, non si tratta semplicemente di investire su un giovane centrale, ma su un giocatore capace di coprire tre ruoli difensivi.
Chelsea resta sullo sfondo
Anche i Blues continuano a seguire la crescita del danese. Il legame con lo Strasbourg attraverso la proprietà BlueCo rende i rapporti tra i due club già consolidati, ma questo non significa che il Chelsea abbia una priorità automatica sul giocatore.
In questa fase Arsenal e Newcastle United risultano più attivi, mentre i londinesi possono entrare con maggiore decisione se la corsa dovesse accelerare.
Lo Strasbourg può scegliere
La vera forza del club francese è il tempo. Høgsberg ha ancora quattro anni di contratto e la società può decidere se monetizzare immediatamente o continuare a valorizzarlo: per questo i 35 milioni rappresentano una soglia capace di rendere interessante una cessione, non la conseguenza di una necessità.
Per Arsenal e Newcastle United il dilemma è chiaro: investire ora su un difensore che dodici mesi fa costava 15 milioni, oppure aspettare, con il rischio che un’altra stagione in Ligue 1 e con la Danimarca ne faccia salire ancora il prezzo.
A 20 anni, con un contratto fino al 2030 e la capacità di coprire tre posizioni, Høgsberg è già uno dei profili difensivi più interessanti degli ultimi giorni di mercato.
Calciomercato
Tottenham-Gibbs-White, ora cambia tutto: Forest senza clausola
Gli Spurs restano interessati al centrocampista inglese, ma rispetto al tentativo da 60 milioni del 2025 il Nottingham Forest oggi ha il pieno controllo sulla trattativa.

MORGAN GIBBS-WHITE DEL NOTTINGHAM FOREST (FOTO DI RITCHIE SUMPTER/NOTTINGHAM FOREST FC VIA GETTY IMAGES)
Il Tottenham non ha dimenticato Morgan Gibbs-White, ma un nuovo assalto partirebbe da condizioni completamente diverse rispetto al 2025: allora gli Spurs avevano provato a muoversi sulla base di una clausola da 60 milioni di sterline, mentre oggi il 26enne è legato al Nottingham Forest fino al 2028 e il nuovo contratto non prevede più un prezzo automatico per la cessione.
Il club londinese continua a seguire il centrocampista e potrebbe tornare alla carica nel 2027. Il Forest, però, non ha intenzione di aprire a una partenza a gennaio e sta valutando anche un ulteriore rinnovo per rafforzare ancora di più la propria posizione.
Nel 2025 il Tottenham aveva la clausola da 60 milioni
La precedente trattativa era arrivata molto più avanti di un semplice interessamento.
Nel luglio 2025 gli Spurs avevano provato a sfruttare la clausola da 60 milioni di sterline presente nel vecchio contratto di Gibbs-White. L’operazione sembrava vicina alle visite mediche, prima che il Nottingham Forest contestasse il modo in cui il club londinese era venuto a conoscenza della clausola e bloccasse il trasferimento.
La trattativa si fermò e pochi giorni dopo arrivò il rinnovo.
Il 26 luglio 2025 il centrocampista firmò un nuovo contratto con il Forest fino al 2028, cambiando completamente i rapporti di forza tra le parti.
Il rinnovo ha tolto il prezzo automatico
È questo il dettaglio che rende diverso un eventuale nuovo tentativo del Tottenham.
Nel vecchio accordo esisteva una cifra prestabilita. Nel nuovo contratto, invece, non c’è più una release clause.
Questo significa che oggi qualsiasi club interessato a Gibbs-White deve negoziare direttamente con il Nottingham Forest, senza poter fare riferimento a un prezzo già fissato.
L’inglese percepisce inoltre circa 150mila sterline a settimana, cifra che conferma il ruolo centrale assegnatogli all’interno del progetto.
I numeri hanno rafforzato ancora di più il Forest
Nel frattempo Gibbs-White ha continuato a produrre sul campo.
Nella stagione 2025/26 ha chiuso con 18 gol e 7 assist in tutte le competizioni, numeri che hanno ulteriormente aumentato il suo peso tecnico.
Anche l’inizio del 2026/27 è stato positivo. Nelle prime quattro giornate di Premier League ha giocato tutti i 360 minuti, segnando un gol e servendo due assist.
Tre partecipazioni dirette al gol in quattro partite spiegano perché il Tottenham continui a seguirlo e perché, allo stesso tempo, il Forest non abbia alcuna necessità di accelerare una cessione.
Gennaio resta chiuso, il Tottenham guarda al 2027
Il Nottingham Forest non vuole privarsi del proprio centrocampista nella finestra invernale.
Per questo gli Spurs guardano soprattutto al 2027, quando potrebbero tornare a trasformare l’interesse in una vera offensiva di mercato.
La differenza rispetto al 2025 è però ormai netta.
Allora il Tottenham poteva muoversi attorno a una clausola da 60 milioni di sterline. Oggi Gibbs-White ha un contratto fino al 2028, un ingaggio molto più alto e nessuna cifra automatica che apra la porta alla cessione.
Il club londinese resta interessato, ma questa volta è il Nottingham Forest a decidere prezzo, tempi e condizioni.
Calciomercato
Manchester United su Branthwaite: l’Everton più forte rispetto al 2024
Il Manchester United è tornato sulle tracce di Jarrad Branthwaite, ma la posizione dell’Everton oggi è più solida che nel 2024: il difensore è legato ai Toffees fino al 2030.

JARRAD BRANTHWAITE DELL’EVERTON (FOTO DI MARK LEECH/OFFSIDE/OFFSIDE VIA GETTY IMAGES)
Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di nuovi contatti tra i Red Devils e i rappresentanti del centrale classe da intendere sui 24 anni, con gennaio 2027 o la prossima estate come possibili finestre per un tentativo. Al momento, però, non risulta alcuna nuova offerta ufficiale: si tratta di interesse e programmazione, non di una trattativa avviata tra i due club.
Cosa è cambiato dal 2024
La storia tra Manchester United e Branthwaite era iniziata due estati fa, quando lo United presentò due proposte per il centrale inglese, entrambe respinte dall’Everton. La seconda arrivò a circa 45 milioni di sterline più 5 milioni di bonus, mentre i Toffees valutavano il giocatore oltre quota 70 milioni.
Nella stessa finestra di mercato lo United ridisegnò comunque la propria retroguardia, con gli innesti di Leny Yoro dal Lille a luglio e di Matthijs de Ligt, ufficializzato il 13 agosto dal Bayern Monaco. È proprio la presenza dell’ex Juventus a creare un collegamento particolare per il pubblico italiano: l’olandese ha collezionato 42 presenze nella stagione 2024/25, con due gol all’attivo, ma la seconda annata a Manchester è stata condizionata da un lungo problema alla schiena.
De Ligt non gioca una partita ufficiale dal 30 novembre 2025 e a maggio si è sottoposto a un intervento chirurgico che gli è costato anche il Mondiale. È tornato ad allenarsi, ma al 16 settembre non è ancora rientrato in campo.
Everton, Branthwaite blindato fino al 2030
Anche la situazione di Branthwaite è cambiata profondamente da allora. Il 2 luglio 2025 il difensore ha firmato con l’Everton un nuovo accordo quinquennale, valido fino al 30 giugno 2030.
Il contratto lungo toglie pressione al club inglese in vista delle prossime sessioni di mercato. Nelle ultime ore la valutazione del giocatore è stata indicata intorno agli 80 milioni di sterline, cifra che però non risulta comunicata ufficialmente dall’Everton.
Branthwaite arriva inoltre da una stagione complicata sul piano fisico: nel 2025/26 ha saltato i primi cinque mesi dopo un intervento per un problema al tendine del ginocchio, tornando in campo a gennaio. Ad aprile un nuovo infortunio muscolare, distinto dal precedente, non ha però richiesto un’ulteriore operazione.
L’avvio del 2026/27 ha dato segnali diversi: quattro presenze in Premier League, quattro titolarità e 360 minuti giocati, con la porta dell’Everton rimasta inviolata contro Crystal Palace e Tottenham. Il 6 settembre, tra l’altro, Branthwaite ha disputato tutti i 90 minuti nel 2-2 tra Everton e Manchester United.
De Ligt, Maguire e Martinez: lo United guarda già al 2027
Il nuovo interesse per Branthwaite va letto soprattutto nella programmazione futura della difesa. Harry Maguire, 33 anni, è sotto contratto per la stagione 2026/27, mentre l’accordo di Lisandro Martinez arriva fino al giugno 2027: in entrambi i casi lo United dispone di un’opzione per un’ulteriore stagione.
Branthwaite, 24 anni, mancino e già abituato al ritmo della Premier League, resta dunque un profilo monitorato in prospettiva. Rispetto al primo assalto del 2024, però, lo scenario è più complesso: il difensore ha altri quattro anni di contratto dopo questa stagione e l’Everton non ha alcuna scadenza ravvicinata che lo costringa a decidere in fretta.
Due anni dopo, il Manchester United è tornato sullo stesso nome. Non ancora una trattativa, ma un dossier che oggi appare più difficile e potenzialmente più costoso rispetto all’estate del doppio no dell’Everton.
Calciomercato
Torino, Acerbi può essere il rinforzo giusto per la difesa di Abate
Il centrale è libero dopo l’addio all’Inter e il suo profilo si adatta alla linea a tre granata, che ha già incassato sette gol nelle prime quattro giornate.

FRANCESCO ACERBI DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE (FOTO DI NICOLÒ CAMPO/LIGHTROCKET VIA GETTY IMAGES)
Il Torino accelera per Francesco Acerbi e il momento spiega perché: dopo quattro giornate i granata hanno raccolto tre punti e incassato sette gol, mentre Ignazio Abate continua a lavorare con una difesa a tre. Il 38enne, svincolato dopo la fine del contratto con l’Inter, rappresenta un profilo pronto, esperto e senza costo di cartellino.
Il futuro del difensore può definirsi nei prossimi tre-quattro giorni. Il Torino spinge forte e vuole chiudere, pur sapendo che altri club possono inserirsi prima della decisione finale.
Acerbi non è soltanto un parametro zero
Il vantaggio economico è evidente: essendo svincolato, il centrale può essere tesserato anche dopo la chiusura della sessione estiva.
Il vero motivo dell’interesse granata, però, è tecnico.
Abate ha impostato il Torino con una linea a tre e contro la Roma ha schierato Comuzzo, Coco e Cömert, con Ismajli tra le alternative. Acerbi arriva da anni trascorsi proprio in questo tipo di struttura tra Lazio e Inter e può agire sia al centro sia sul centro-sinistra della retroguardia.
Il suo inserimento sarebbe quindi naturale all’interno dei principi già scelti dall’allenatore.
Sette gol subiti nelle prime quattro giornate
I numeri dell’avvio spiegano la necessità di aggiungere esperienza.
Dopo quattro turni di Serie A 2026/27 il Torino ha raccolto tre punti, con una vittoria e tre sconfitte, e ha già subito sette gol.
L’ultimo ko è arrivato in casa contro la Roma, vittoriosa 2-0 con le reti di Malen e Pisilli.
Nel post-partita Abate ha indicato chiaramente il problema: «Dobbiamo diminuire gli errori individuali».
I granata sono andati in svantaggio in tutte le prime quattro giornate e la fase difensiva resta il primo aspetto da correggere.
Cosa porta Acerbi alla linea di Abate
Acerbi ha chiuso la stagione 2025/26 con 26 presenze con l’Inter ed è reduce da quattro anni in nerazzurro.
Il suo valore sta nella gestione della linea: posizionamento, coperture, lettura delle situazioni e capacità di guidare i compagni nei momenti di pressione.
Sono caratteristiche che si collegano direttamente ai problemi mostrati dal Torino in questo avvio.
Abate non cerca semplicemente un altro centrale da aggiungere alle rotazioni. Cerca un giocatore capace di dare ordine e affidabilità immediata a un reparto ancora in costruzione.
Il Torino vuole chiudere nei prossimi giorni
L’interesse per l’ex Inter non nasce oggi.
Il nome di Acerbi era già stato valutato durante l’estate e a inizio settembre era emerso anche il confronto con il Sassuolo per il difensore.
Ora la situazione entra nella fase decisiva.
Il Torino spinge per arrivare alla chiusura nei prossimi giorni, mentre lo status di svincolato lascia aperta anche la possibilità di inserimenti dell’ultimo momento.
Per il 38enne sarebbe la prosecuzione naturale della carriera in Serie A dopo la fine del ciclo con l’Inter, terminato lo scorso 30 giugno dopo quattro stagioni.
Per Abate è una scelta di sistema
Il punto centrale dell’operazione resta tecnico.
Acerbi non interessa soltanto perché può arrivare senza costo di cartellino. Il Torino vede in lui un difensore già abituato alla linea a tre e con l’esperienza necessaria per dare maggiore ordine a un reparto che ha iniziato la stagione con sette gol subiti in quattro partite.
Per Abate è il tipo di innesto che può entrare subito nel sistema: esperienza, letture e affidabilità per una difesa che ha bisogno di trovare equilibrio. Staremo a vedere.
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