Dall'avvento del Gruppo Elliott e l'insediamento di Ivan Gazidis quale amministratore delegato, la linea aziendale e di mercato è sempre stata chiara: sostenibilità dei costi e mercato improntato sui giovani, al fine del contenimento costi.
L'obiettivo del fondo è sempre stato quello di rilanciare il marchio
Milan, in
Italia, nell'Europa e nel
mondo. Con il fine ultimo di rivendere una società sana economicamente, al miglior offerente, realizzando una plusvalenza. La massima espressione di questa filosofia è Paolo
Maldini, che ha aggiunto la necessità di un
mercato che preveda anche giocatori di esperienza, da amalgamare ai giovani. Con il prezioso aiuto di Riccardo Massara e di Geoffrey Moncada, si scandagliano situazioni di mercato in lungo e in largo. Soprattutto, a partire da questo mercato estivo è stato deciso di introdurre il cosiddetto "Salary Cap", che prevede stipendi sostenibili, che non superino 6/8 milioni. Lasciando andare l'esosità di un
Donnarumma, preferendo investire su un portiere meno costoso e ugualmente di talento.
Un'operazione lungimirante. La logica politica dei giovani in prestito, permette alla società di valutare l'efficacia del rendimento del singolo giocatore e decidere se farne un elemento chiave del progetto Milan. In questo senso i
Tomori, Diaz, Dalot sono figli di questa politica, che permette di scegliere e valutare.
L'addio a
Meitè rientra nel campo delle valutazioni fatte durante il periodo di prestito. Come si sta muovendo oggi, sul mercato, la dirigenza?
Hanno come obiettivo fisso quello di non farsi prendere dalla fretta. Tipico delle grandi dirigenze.
Preso
Maignan e definiti
Tatarusanu e
Plizzari come vice, in difesa la situazione è fluida. Tomori sarà riscattato al 100%,
Calabria tratta un difficile rinnovo (e potrebbe finire con una cessione),
Hernandez non si muove e alle sue spalle dovrebbe esserci
Junior Firpo, sempre con un prestito.
Kalulu sarà il difensore multifunzione e
Gabbia dovrebbe rimanere.
Romagnoli è sul mercato. Può finire ovunque, ha diverse offerte. Lui vuole rimanere, ma lo stipendio richiesto e rapportato al rendimento, non viene accettato. Massara lavora alacremente al riscatto di
Dalot, per farne un punto fermo delle rotazioni. L'idea è di mandare
Leao al
Manchester United, servirà eventualmente tempo, per mettere a posto le valutazioni economiche.
Laxalt è stato ceduto in Russia.
In mediana, punti fermi
Kessie e
Bennacer, Maldini vuole Razvan
Marin. Il Cagliari ha chiesto
Caldara in cambio e un conguaglio. Si farà, probabilmente.
Partito Meitè, Maldini ha alzato il telefono e chiamato
Bakayoko, vecchio amico rossonero. Si riparleranno fra qualche settimana, perché nel frattempo Moncada sta visionando dei centrocampisti della Ligue 1. Sugli esterni,
Castillejo ha mercato ed andrà via, seguito con ogni probabilità da
Calhanoglu. Il sogno è
Berardi, ma il Sassuolo ha chiesto 45 milioni.
La società ha recapitato al DS Carnevali una offerta da 15 milioni, il cartellino di Conti, Gabbia e del giovane Colombo. Un'offerta importante. Un altro nelle mire societarie è
Orsolini del Bologna, ma non c'è accordo economico. Quello che si dovrebbe trovare con Amine
Adli, talentuoso esterno di fascia, adattabile anche come trequartista. Posizioni che possono essere ricoperte anche da
Krunic, che Pioli vuole tenere.
Davanti, molto dipende dalle condizioni di
Ibrahimovic. Fatto
Giroud, se lo svedese dovesse operarsi alla cartilagine del ginocchio, il Milan sarebbe costretto a prendere un centravanti di livello. Se non si opera, Cutrone sarà la terza punta. Dovesse operarsi, l'idea
Icardi potrebbe essere reale. Maldini ha già un accordo con la Nara, moglie-agente del giocatore.
Sullo sfondo, un nome di cui si parla sottovoce: Eldor
Shomurodov del Genoa.