A esattamente 33 ore dal suo effettivo ritorno al Napoli, Victor Osimhen si trova già con le spalle al muro. Il nigeriano, non avendo trovato un accordo con il Galatasaray, a partire da lunedì sarà nuovamente un giocatore del Napoli. Qualora dovesse continuare a rifiutare tutte le offerte che gli vengono sottoposte – come quella reiterata in questi giorni da parte dell'Al Hilal – sarà chiamato a presenziare al raduno del 15 luglio presso il centro sportivo di Castel Volturno.
Una situazione analoga a quella vissuta un anno fa, dove il modus operandi di Osimhen – con l'annessa intenzione di non chiarire pubblicamente la propria volontà – sembra destinato ad avere un seguito tutt’altro che comodo. Con una differenza, però: se l’anno scorso il mercato in entrata del Napoli dipendeva in larga parte dal futuro del nigeriano, in attesa di uno sviluppo che potesse sbloccare risorse, quest’anno le strategie del club non sono subordinate a Osimhen. E paradossalmente, il diretto interessato potrebbe essere l’unico a pagarne le conseguenze.
Infatti, il Napoli, avendo già incassato gli 80 milioni derivanti dalla cessione di Kvaratskhelia, non si ritrova con le mani legate come accaduto nella scorsa estate. È quindi in grado di operare sul mercato a prescindere dalla cessione di Osimhen.
Le cose sono cambiate. Un anno fa, dopo una stagione fallimentare e senza alcuna qualificazione europea, le casse del Napoli erano in naturale declino. Il club, reduce da un crollo verticale – dal primo al decimo posto nel giro di una stagione – si trovava nel mezzo di una tempesta. I costi da sostenere, tra stipendi elevati e necessità di rafforzare la rosa, erano quelli di una società che punta, come minimo, alla qualificazione in Champions League. La mancata partecipazione alle coppe aveva avuto un impatto evidente sulle strategie di mercato, e la cessione di Osimhen (che all’epoca godeva di una valutazione ben più alta di quella attuale) rappresentava l’unico spiraglio per rilanciare la stagione successiva.
Tuttavia, come abbiamo visto nell’ultima annata, dove le cose sono andate decisamente meglio, il mercato del Napoli si è sbloccato nelle ultime settimane. La società, pur senza cedere il nigeriano, è riuscita comunque a garantire ad Antonio Conte – allora neo-allenatore – una rosa di primissimo livello, frutto di uno sforzo economico da parte della dirigenza tutt’altro che indifferente.
Napoli, L'offerta dell'Al Hilal
Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, il Napoli resta fermo sulle proprie posizioni: chi vuole Victor Osimhen dovrà pagare per intero la clausola rescissoria da 75 milioni di euro.
L’Al Hilal, nonostante finora abbia ricevuto soltanto risposte negative dal nigeriano, sembrerebbe l’unica squadra disposta a venire incontro alle richieste economiche del club partenopeo. Non è escluso che il club saudita possa tornare alla carica, incurante della volontà finora espressa dal giocatore.
I 40 milioni di euro offerti a Osimhen come ingaggio annuale – un’enormità, anche per gli standard attuali – e l’assenza di alternative concrete (soprattutto dalla Premier League, da cui non arrivano offerte) potrebbero alla fine spingere l’attaccante ad accettare, seppur non con entusiasmo, la proposta del club allenato da Simone Inzaghi.
Riportando così, alla luce delle offerte per Durán vicino a lasciare l’Al Nassr, la garanzia di avere un nuovo numero 9 giovane e di grandi capacità, stabilmente nel campionato arabo.







