Il Tottenham valutava l’argentino 45-50 milioni. I nerazzurri hanno poi investito su Curtis Jones, mentre l’avvio di stagione ha evidenziato la mancanza di un marcatore con le caratteristiche di Acerbi.

CRISTIAN ROMERO DELL’ARGENTINA IN CONDUZIONE (FOTO DI LARS BARON/GETTY IMAGES)
L’Inter aveva individuato in Cristian Romero la prima scelta per completare la difesa, ma in estate il peso economico dell’operazione ha fermato l’affare: il Tottenham valutava il proprio capitano tra i 45 e i 50 milioni di euro e anche le richieste contrattuali rendevano costoso l’investimento. I nerazzurri hanno poi destinato oltre 30 milioni a Curtis Jones, fortemente voluto da Cristian Chivu, mentre le prime difficoltà difensive hanno fatto emergere il vuoto lasciato da Francesco Acerbi: manca un marcatore aggressivo capace di reggere il duello diretto con il centravanti.
Romero avrebbe portato proprio queste caratteristiche. Per questo il suo mancato arrivo assume oggi un peso diverso rispetto all’estate: l’Inter ha diverse alternative in difesa, ma deve ancora ritrovare il tipo di centrale che Acerbi rappresentava.
Romero, l’Inter si fermò davanti ai costi
L’interesse nerazzurro per l’argentino era concreto. A fine luglio il direttore sportivo Piero Ausilio aveva confermato i contatti con il giocatore e con il Tottenham, mentre Chivu aveva individuato in Romero la prima scelta per rinforzare la difesa.
L’ostacolo principale era economico. Gli Spurs valutavano il proprio capitano 45-50 milioni di euro, cifra alla quale si aggiungevano le richieste contrattuali del giocatore.
L’Inter decise di non portare l’operazione fino in fondo. Il 15 agosto Romero lasciò poi Londra per trasferirsi all’Atlético Madrid, chiudendo dopo cinque stagioni la sua esperienza in Premier League.
L’Inter investe su Curtis Jones
Pochi giorni dopo i nerazzurri completarono un investimento importante in un altro reparto.
Il 19 agosto arrivò l’accordo con il Liverpool per Curtis Jones: 30 milioni di euro più 5 di bonus difficili da raggiungere e il 10% sulla futura rivendita. Per il centrocampista inglese contratto quinquennale da circa 3,5 milioni a stagione.
Jones era da tempo in cima alle preferenze di Chivu per la mediana e rispondeva a una necessità differente. Il mercato nerazzurro prese così una direzione precisa: mentre l’operazione Romero si fermava davanti ai costi, oltre 30 milioni venivano destinati al centrocampista richiesto dall’allenatore.
Acerbi sostituito nei numeri, non nelle caratteristiche
In estate hanno lasciato Milano sia Francesco Acerbi sia Stefan de Vrij, entrambi a fine contratto. La società ha ricostruito il reparto e oggi Chivu può contare, tra gli altri, su Bastoni, Akanji, Stones, Bisseck e Pavard.
Le alternative quindi ci sono. A mancare è una caratteristica specifica.
Acerbi poteva uscire dalla linea, seguire il centravanti anche lontano dall’area e accettare il duello fisico individuale. Era il centrale incaricato di aggredire il riferimento offensivo avversario e permetteva al resto della difesa di mantenere una struttura precisa.
Gli attuali centrali garantiscono qualità differenti. Bastoni rimane fondamentale nella costruzione, Stones aggiunge lettura e gestione del pallone, Akanji velocità ed esperienza, mentre Bisseck e Pavard offrono ulteriori possibilità nei ruoli di braccetto.
Otto gol subiti nelle prime cinque di Serie A
L’inizio della stagione ha reso il problema più evidente.
Dopo cinque giornate di Serie A l’Inter ha segnato 15 gol e ne ha subiti 8. Contro il Napoli è andata sotto 0-2 prima di vincere 3-2; con l’Udinese ha incassato due reti nei primi 16 minuti prima della rimonta fino al 5-3; all’Olimpico contro la Roma si è ritrovata ancora sullo 0-2, recuperando poi fino al 2-2.
Dopo la gara con l’Udinese, Chivu aveva ricondotto diversi gol subiti a errori individuali, indicando nell’equilibrio difensivo uno degli aspetti sui quali continuare a lavorare.
I numeri delle prime cinque giornate mostrano una squadra ancora alla ricerca della propria stabilità senza palla. E nei duelli centrali emerge proprio la funzione che per anni era stata affidata ad Acerbi.
Romero avrebbe portato proprio quel mestiere
L’argentino conosce già la Serie A grazie alle esperienze con Genoa e Atalanta e ha costruito la propria reputazione su anticipo, aggressività, intensità nei duelli e capacità di difendere in avanti. Nel 2020/21 è stato premiato come miglior difensore del campionato italiano.
Era quindi un profilo particolarmente adatto a raccogliere l’eredità tattica lasciata da Acerbi al centro della difesa.
L’Inter in estate ha scelto di non sostenere il costo dell’operazione e ha investito una parte importante delle proprie risorse su Jones, rinforzando il centrocampo. Le prime settimane della stagione hanno però evidenziato ciò che manca dietro.
La rosa di Chivu ha qualità e alternative in difesa, ma dopo l’uscita di Acerbi manca ancora il centrale che faccia della marcatura e del duello individuale con il centravanti il proprio mestiere. Ed è proprio qui che il mancato arrivo di Romero torna a pesare.