Il Bologna rompe finalmente il digiuno anche in Champions League. Tornando a vincere dopo 60 anni quando la competizione si chiamava ancora Coppa dei Campioni
Dopo che nella scorsa stagione il
Bologna aveva ottenuto una storica qualificazione in
Champions League, pochi erano quelli che pensavano avessero potuto confermare quanto di buono fatto nella stagione prima, specialmente dopo anche il cambio in panchina. Ma così non è.
Attualmente infatti il Bologna a fronte di grandi scelte societarie che hanno portato la squadra ad un inaspettato sesto posto (seppur con una gara in meno) nonostante si trovasse quest'estate senza praticamente i suoi migliori giocatori,
avendo perso proprio come nella stagione ancora precedente i suoi grandi protagonisti proprio a ridosso del mercato.
Nella giornata di ieri
è arrivata l'ennesima soddisfazione di una grande stagione. La prima vittoria in
Champions League che
mancava ormai da 60 anni, quando la competizione prendeva ancora il nome di Coppa dei Campioni
e si decidevano gli spareggi con le monetine.
Bologna-Borussia Dortmund
La squadra di
Italiano conquista finalmente
i primi 3 punti in Champions League battendo in rimonta il Borussia Dortmund. I tedeschi passano in vantaggio per primi, grazie ad un rigore di
Guirassy a seguito di un contatto giudicato eccessivamente pericoloso dall'arbitro che decide appunto di concedere il rigore.
La reazione del Bologna non si fa attendere:
Ndoye cade in area, ma
Gozobuyuk (arbitro della partita) nonostante venga richiamato dagli assistenti in sala Var decide di non replicare la scelta presa in precedenza e di non concedere quindi il penalty,
innescando così nei rossoblu una reazione a catena.
Alla ripresa dopo una grande occasione con
Castro che esce di poco al lato, il Bologna riesce finalmente a pareggiare con il subentrato
Dallinga che infila il rete il cross di Odgaard alle spalle di Kobel. Da lì in poi si era capito che non c'è ne sarebbe stato per nessuno, il Bologna infatti inizia ad attaccare a testa bassa provando a mettere per la prima volta in questa competizione la testa avanti.
Passano pochi minuti e il Bologna trova il goal con Iling-Junior, entrato a causa del
risentimento muscolare ai danni di Orsolini, che regala così al
Dall'Ara un ultima gioia
prima della ormai certa eliminazione europea.
I grandi meriti della società
Nonostante ovviamente sia la squadra composta dai giocatori a scendere sul campo,
i grandi meriti di questo capolavoro vanno certamente anche coloro che sono stati in grado di mettere questa squadra in campo, costruendo e credendo ogni giorno in un organico capace di ottenere simili risultati.
I nomi,
nonchè gli artefici di questo grande capolavoro
sono principalmente 4: A partire dal
Joey Saputo, presidente della squadra, che
investendo in dieci anni circa un totale di trecento milioni ha creato una squadra incredibile c
apace di conquistare grandi soddisfazioni. Ovviamente saputo in assenza di
Fennucci, Sartori e Di Vaio non sarebbe mai stato in grado di creare tutto da solo. Il trio che compone la società infatti credendo fin da subito nell'ambizioso progetto
è riuscito a dare vita ad una vera e propria rivoluzione in campo sportivo.
Menzione d'onore inoltre al compianto
Sinisa Mihajlovic, colui da cui è partito il tutto.
La grande forza instillata dal serbo nelle mentalità dei giocatori, che nonostante la nota malattia era sempre rimasto vicino alla squadra, è sicuramente stata la forza in più
che ha permesso al gruppo di raggiungere tutto ciò che è stato ottenuto.
