La Lazio di Baroni torna in campo in Europa League per continuare lo straordinario percorso avuto fino ad ora. Può chiudere al primo posto.
I biancocelesti si preparano alla sfida di giovedì all'Olimpico dopo aver ritrovato la vittoria in campionato contro l'Hellas Verona. Ora l'obiettivo è vincere il girone europeo.
Euro-Lazio, rendimento straordinario: le ultime due fatiche
Contro la Real Sociedad sarà la 7° partita di questa Europa League, nella quale la squadra di Baroni ha reso al di sopra delle aspettative. Cinque vittorie e un pareggio per ora significano 1° posto a pari merito con l'Athletic Bilbao, nelle prossime due sfida l'obbligo è vincere e conservarlo.
Prestazioni di grande livello contro soprattutto Porto e Ajax hanno messo i biancocelesti sotto i riflettori internazionali. Nonostante il rendimento altalenante in campionato, gli impegni europei sono sempre stati indipendenti e ora c'è tanta voglia di arrivare in fondo.
L’ESULTANZA DI BOULAYE DIA DOPO IL GOL ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
La Lazio è l'unica squadra italiana imbattuta in Europa e potrebbe portare a termine questo record, valido per la fase a gironi, battendo le due squadre iberiche. Si tratta di avversari alla portata di Zaccagni e compagni ma le insidie in queste sfide sono sempre dietro l'angolo.
Servirà concentrazione soprattutto in difesa, reparto martoriato dagli infortuni e gestire le energie per non abbassare la guardia in campionato.
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Alla vigilia dell'Europa League il ranking CIES dei vivai premia il Rennes, quarto in Europa, mentre la Juventus divide il primato italiano con l'Inter.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.