Euro 2024: alla OPAP Arena di Atene i ragazzi di Poyet, quasi come nel 2004, hanno rovinato un sogno ai blu di Deschamps. Qualificati, sì, ma non come volevano.
Miravano al percorso netto, solo vittorie. Dopo il 14-0 contro Gibilterra, i francesi erano molto carichi. Invece la Grecia, sebbene destinata ai playoff, non si è lasciata intimidire. Ed è pareggio.
Partita combattuta
Molti tiri in porta, parate, calci d'angolo e parecchi ammoniti. La Francia è andata in vantaggio per prima grazie a una rete di Randal Kolo Muani. Ma poi subisce una rimonta. 2-1 momentaneo della Grecia: reti a pochi minuti di distanza l'una dall'altra di Anastasios Bakasetas e Fotis Ioannidis. Dopo un bel giro di sostituzioni Youssouf Fofana riporta il risultato sul pari.
Piccola delusione francese
La squadra di Deschamps è arrivata ad Atene sicura di sé e combattiva, ma ha trovato un avversario per niente intimorito. E che (anche stavolta) è riuscito a rovinarle la festa. Nel 2004 fu addirittura eliminazione, oggi solo una macchia nera su un percorso netto. Una qualificazione dal retrogusto amaro, per un ct che caricava i suoi sul 7-0 al fine di raggiungere il record di gol contro una già riccamente mortificata Gibilterra.
Euro 2024: la squadra di Dideer Deschamps senza percorso netto
Per quanto riguarda la Grecia sebbene il ct uruguaiano sia orientato a lasciare la nazionale a fine campionato sta lavorando molto bene con il gruppo.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.