Mondiale per Club, dopo appena 24 ore e 5 partite, fioccano le critiche su temperature e orari delle gare. Allenatori e giocatori chiedono maggiore tutela: “Così è impossibile giocare”.
Il nuovissimo
Mondiale per Club è iniziato da poco più di un giorno e già si alzano i toni delle polemiche. Il nodo centrale è il
caldo torrido che sta condizionando le partite, soprattutto quelle giocate intorno all’ora di pranzo negli Stati Uniti per favorire la visione europea.
Mondiale per Club, il paradosso di PSG-Atletico
La gara di eri tra il
Paris Saint-Germain e l’
Atletico Madrid ne è stata l’esempio più eclatante, benché in Europa fossero le 21 di sera. Sotto il sole cocente di Pasadena, con oltre
30 gradi e un’umidità al 60%, i parigini hanno vinto 4-0. Ma più del risultato, hanno fatto discutere le parole del tecnico
Luis Enrique:
“Giocare a mezzogiorno va bene per l’Europa, ma qui le condizioni sono estreme. È stato tutto condizionato dal caldo.”

Ancora più diretto
Marcos Llorente dell’Atletico:
“Impossibile giocare così. Avevo dolore ovunque, anche alle unghie. Non è una scusa, ma una realtà.”
Lamentele anche dal
MetLife Stadium nel New Jersey, dove
Palmeiras e
Porto hanno pareggiato 0-0. Il tecnico brasiliano Abel Ferreira ha ironizzato:
“Ringrazio il santo della pioggia, solo quando ha iniziato a piovere abbiamo potuto giocare.” E il giovane Estevão ha puntato il dito contro le condizioni del terreno:
“Il campo era secco, la palla non rotolava. È cambiato tutto solo dopo la pioggia.”
Insomma, è stato un avvio infuocato, in tutti i sensi, per il nuovo format della competizione FIFA.