Francia, la ricaduta dell'attaccante non sarà un grosso grattacapo per Deschamps. Luis Enrique invece, avrà più problemi a sostituirlo. Scoppia il caso.
Il numero 10 del PSG è dovuto uscire dal campo nella gara di ieri contro l'Ucraina. Entrato in campo all'intervallo al posto di Doue, il giocatore ha subito un infortunio alla coscia destra e ha lasciato il terreno di gioco dopo mezz'ora. Questa situazione ha scosso l'ambiente PSG, molto arrabbiato con Deschamps per l'impiego del giocatore. Il CT ha risposto così nel post-partita: "Dal punto di vista medico, non c'è stato alcun problema. Era in forma? Sì, altrimenti non lo avrei fatto entrare. Era in buona forma". Queste le parole dell'allenatore si microfoni di RMC Sport.
DUESSELDORF, GERMANY - 17 JUNE, 2024: Ousmane Dembele, The football match of EURO 2024 Austria vs France at Mercur Spiel Arena
La richiesta del PSG
Il club di Al-Khelaifi era stato chiaro: il giocatore non era al meglio per l'ucraina, meglio aspettare la gara casalinga contro l'Islanda. Ad ogni modo, niente vietava alla nazionale di convocare Dembélé. Infatti, la FIFA stabilisce che: "Un club che ha tesserato un giocatore deve metterlo a disposizione della federazione del paese per il quale il giocatore è qualificato, in base alla sua nazionalità, se viene convocato dalla federazione in questione. Qualsiasi accordo contrario tra un giocatore e un club è vietato. La disponibilità del giocatore è obbligatoria per tutti i periodi di partite internazionali che compaiono nel calendario delle partite internazionali. Un giocatore che non può ottemperare a una convocazione da parte della federazione, a causa di infortunio o malattia, deve, su richiesta di tale federazione, sottoporsi a una visita medica da parte di un medico da essa scelto".
Nonostante un avvio di stagione complesso dopo l'addio ad Antonio Conte e un mercato condizionato dai paletti finanziari, la sintonia tra Aurelio De Laurentiis e Massimiliano Allegri resta solida: il patron azzurro rinnova la fiducia al tecnico, pronto a varare una mini-rivoluzione tattica e atletica per rilanciare la squadra.
Il terremoto finanziario che ha travolto il Manchester City trova la ferma reazione di Noel Gallagher: il chitarrista degli Oasis esprime amarezza per le sanzioni, ma rivendica con orgoglio le vittorie conquistate dai calciatori sul rettangolo verde.
Da scarto di lusso sulla lista dei partenti a pilastro insostituibile nel centrocampo della Juventus, la parabola di Douglas Luiz sotto la gestione di Luciano Spalletti ha convinto la dirigenza della Continassa a blindarlo con un prolungamento fino al 2030.