Italia, quella di stasera contro la Moldavia sarà l’ultima panchina azzurra per il ct, esonerato dopo lo 0-3 di Oslo. Una rottura improvvisa, maturata in gran silenzio...
Luciano Spalletti non sarà più il commissario tecnico dell’Italia. La partita di questa sera contro la Moldavia, valida per le qualificazioni al Mondiale 2026, rappresenterà l’ultima uscita sulla panchina azzurra per l’allenatore di Certaldo. Una separazione arrivata in modo brusco e inatteso dopo la pesante sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, che ha messo a rischio il cammino verso la Coppa del Mondo.
Un esonero anomalo, più nei tempi che nei motivi. Spalletti è stato sollevato dall’incarico sabato sera, intorno alle 23, ma ha comunque scelto di guidare la squadra fino a questa seconda gara del girone. L'incontro decisivo con il presidente Gabriele Gravina è avvenuto a Coverciano, con il presidente federale che ha proposto una separazione immediata “per il bene della Nazionale”. Il ct, pur deluso, ha accettato senza opporsi.
LA GRINTA DI LUCIANO SPALLETTI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Nonostante si tratti tecnicamente di un esonero, Spalletti ha accettato di chiudere il rapporto con una risoluzione consensuale, rinunciando alla buonuscita e a circa 13 mesi di stipendio, fino alla scadenza naturale del contratto. Un gesto che Gravina ha molto apprezzato, considerandolo segno di correttezza e attaccamento alla causa azzurra.
Italia, quella verità in conferenza stampa...
A sorprendere non è stato solo il contenuto delle parole di Luciano Spalletti, ma anche la forma scelta per comunicarle. Il commissario tecnico della Nazionale ha infatti deciso di presentarsi da solo in conferenza stampa, senza la presenza del presidente della FIGC Gabriele Gravina al suo fianco — una scelta tutt’altro che casuale e dal forte valore simbolico.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Gravina aveva dato piena disponibilità a partecipare all’incontro con i giornalisti, ma è stato lo stesso Spalletti a preferire un’altra strada. Il ct, consapevole del clima di tensione e delle polemiche degli ultimi giorni, ha voluto assumersi in prima persona la responsabilità della comunicazione, cercando di riportare serenità all’interno dell’ambiente azzurro.
Dietro quella decisione c’è anche una chiara volontà di proteggere la squadra e di evitare che l’attenzione mediatica si concentrasse su presunti contrasti interni o su dinamiche federali. Spalletti, abituato a gestire direttamente la narrazione delle proprie scelte, ha voluto mandare un messaggio preciso: la Nazionale ha bisogno di compattezza, chiarezza e di un’unica voce — la sua.
In questo modo, il ct ha cercato di chiudere sul nascere le speculazioni e di evitare ulteriori 48 ore di dibattiti e interpretazioni. Una mossa di leadership e comunicazione, che conferma la personalità forte e indipendente di Spalletti, ma che al tempo stesso mostra anche la sua sensibilità nel gestire i momenti delicati.
IL PRESIDENTE DELLA FIGC GABRIELE GRAVINA PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
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