Luka Modric festeggia il traguardo tondo con la 190ª presenza in Nazionale. Milan e Croazia si coccolano un campione che non smette di incantare.
Il centrocampista belga ha spento 40 candeline, ma il regalo lo ha fatto lui. A Podgorica, nel derby dei Balcani, il numero 10 croato ha servito un
assist al bacio che ha spianato la strada al 4-0 contro il Montenegro. Non un gesto qualunque, ma l’ennesima dimostrazione di una classe che resiste al tempo, come un vino raro che invecchia solo per diventare più prezioso.
Per Modric non è stata una ricorrenza qualsiasi. Questo compleanno coincide con un altro numero tondo, la 190ª presenza in Nazionale, ennesimo record per un calciatore che ha già scritto pagine indelebili nella storia del calcio mondiale. Dall’
esordio nel 2006 alla finale Mondiale del 2018, fino al trionfo in
Nations League, la Croazia è cresciuta con lui e grazie a lui. E ora, con la maglia a scacchi ancora addosso e quella rossonera del Milan come ultimo capitolo di una carriera leggendaria, Modric continua a sorprendere.
La partita contro il Montenegro è stata una festa a tinte croate. L’assist del vantaggio per Jakic porta la sua firma, poi nella ripresa la squadra di Dalic dilaga con Kramaric, l’autogol di Kuc e la rete di Perisic. Un risultato netto che dice molto più del semplice tabellino. La Croazia ha ancora un leader tecnico ed emotivo in mezzo al campo, capace di dettare i tempi come quando dominava con il Real Madrid, dove in
13 anni ha collezionato 6 Champions League e un Pallone d’Oro.
The Last dance per Modric
Ora Modric ha scelto Milano per scrivere l’
ultimo capitolo della sua carriera. Non un addio nostalgico, ma un nuovo inizio, con la voglia di lasciare un segno anche in
Serie A. A San Siro, i tifosi hanno già iniziato a sognare, consapevoli del fatto che portare in casa un campione che sembra immune al tempo è un privilegio raro.
Quaranta anni e non sentirli, perché
Modric è ancora il centro di gravità della Croazia e il faro che illumina ogni campo che calca. Forse non potrà più correre come a vent’anni, ma l’intelligenza calcistica, la visione di gioco e la tecnica restano inalterate. E così, tra passato da leggenda e presente ancora brillante, Luka Modric dimostra che non è mai troppo tardi per incantare.