Il nuovo Milan di Massimiliano Allegri riparte dalla difesa. La fase difensiva rossonera, dopo una stagione disastrosa, sembra essere risistemata.
L'arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan è una conferma del non voler ripetere una stagione come quella da poco conclusa. Dai problemi sul campo, a quelli tra giocatori ed allenatori, fino a quelli a fine ciclo l'annata scorsa è stata ai limiti del fallimento.
Con l'ex tecnico della Juventus però si punta ad altro. L'obiettivo, neanche troppo nascosto, è quello di tornare subito in Champions League, e giocando una sola volta a settimana, provare per più tempo possibile a dar fastidio ad Inter e Napoli, le principali concorrenti per lo Scudetto.
L’ESULTANZA DI FIKAYO TOMORI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
In attesa di trovare una vera e propria quadra, Max Allegri può già incominciare ad essere soddisfatto del suo lavoro. Infatti, la retroguardia rossonera, che l'anno scorso era un colabrodo, ha registrato ottimi numeri nelle prime due uscite in Serie A.
Il tecnico ha deciso di passare alla difesa a tre con Gabbia centrale e Pavlovic e Tomori braccetti. Una decisione che ha portato maggiore compattezza già da subito: contro Cremonese e Lecce il Milan ha concesso solamente 0.37 e 0.40 xG, risultando la squadra con meno goal subiti attesi dell'intero campionato.
Nonostante questo è arrivata una sconfitta contro la neopromossa Cremonese, a riprova che serve ancora molto per arrivare al top della forma. Ma si sa... chi ben comincia è a metà dell'opera.
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I 40 milioni associati al centrocampista svedese indicano la sua valutazione di mercato, ma il Brighton può chiedere molto di più. Contratto fino al 2027 con opzione per il 2028 e concorrenza internazionale complicano i piani rossoneri.
Dai 26 minuti raccolti in nerazzurro alla titolarità con l'Estudiantes, fino al debutto con la Selección: il difensore argentino ha cambiato completamente la propria traiettoria. Ora il diritto di riscatto da circa 6,5 milioni può aprire un nuovo scenario per l'Inter.
Nelle pagine dell'intervista rilasciata a Tuttosport, l'allenatore della Juventus Luciano Spalletti ha tracciato una vera e propria ode alla versatilità tattica e allo spessore umano di Weston McKennie. Il tecnico di Certaldo ha coniato l'espressione "Weston Zone" per descrivere l'incredibile capacità dell'eclettico centrocampista americano di dominare ogni zolla del campo di gioco, muovendosi senza punti di riferimento fissi. Nel contesto del calcio di ottobre 2026, dove la totale duttilità ha soppiantato i ruoli tradizionali, il numero otto bianconero rappresenta l'interprete ideale dell'armata juventina per intelligenza negli inserimenti e generosità atletica.
Nello scacchiere tattico della nuova Germania guidata da Jürgen Klopp, Florian Wirtz continua a confermarsi uno dei punti di riferimento tecnici più luminosi del panorama internazionale. Durante il match di Nations League contro la Serbia, il trequartista ha letteralmente dominato la scena, fornendo prima l'assist perfetto per la rete di Bischof al 39' della prima frazione e firmando poi in prima persona la marcatura del raddoppio nel corso della ripresa. Una prova maiuscola arrivata nel momento più opportuno, capace di restituire entusiasmo al talento tedesco in vista del rientro con i club dopo la sosta per le selezioni nazionali.
In un'ampia intervista rilasciata ai microfoni della piattaforma Futnet, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha tracciato il bilancio del suo primo anno e mezzo sulla panchina nerazzurra, delineando le coordinate del suo lavoro strategico.
In vista della grande sfida di Nations League in programma venerdì 2 ottobre allo Stade de France tra Francia e Italia, Manu Koné è intervenuto in conferenza stampa per analizzare il momento dei Bleus e il confronto con diverse sue conoscenze del campionato di Serie A. Il centrocampista della Roma ha espresso parole di grande stima nei confronti di due compagni di squadra 'italiani', sottolineandone il ruolo primario nell'organico della Nazionale.